Continua con successo la raccolta di firme da parte degli “Inquinati Agrigentini”

Agrigento – Ieri pomeriggio, al Viale della Vittoria, nonostante qualche sito giornalistico li avesse definiti “un carrozzone allo sbando senza arte nè parte”, un gruppo di agrigentini stanchi di fare il bagno in acque sporche, ha continuato a raccogliere firme per chiedere a chi preposto – ed in particolare al sindaco di Agrigento – la realizzazione di un depuratore.

I “senza arte nè parte” – bisognerebbe interrogarsi su quale sia l’arte, ma ancor più la parte, dell’autore dell’articolo di cui sopra -, hanno riscosso non solo le simpatie di tanti agrigentini, ma anche quelle di una coppia di milanesi, che schifati da quanto visto a San Leone, chiedevano di poter firmare la petizione.

Vistasi negata la possibilità, in quanto non residenti, si sono trasformati in volontari, fermando i passanti ed invitandoli a firmare.

Mentre anche i milanesi si accorgevano delle condizioni del mare agrigentino e facevano opera di sensibilizzazione nei confronti di alcuni ignavi agrigentini, qualcuno, si apprestava a tentare di screditare quanti osavano  dichiarare che la terra è tonda e non piana.

A “sputtanare” – come il nostro ama definire le smentite – il noto degustatore di acqua marina che stamani attaccava chi oltre 20 giorni fa aveva pubblicamente denunciato lo stato nel quale versa il mare agrigentino, ci ha pensato un uomo della Capitaneria di Porto che, invitato a firmare la petizione, ha affermato non solo che lo sversamento in mare di liquami fognari causati da ben due perdite del pennello a mare era stato da loro individuato, ma anche che la vicenda era stata segnalata alla stessa ditta che gestisce l’impianto.

Secondo quanto narrato, la ditta aveva garantito che entro la prima settimana di luglio, sarebbero stati effettuati i lavori di riparazione.

Se non conoscessimo la correttezza di Arnone, avremmo potuto dubitare sulle motivazioni che lo avevano indotto a tenere la conferenza stampa e fare il sopralluogo in compagnia dei giornalisti, solo a venti giorni di distanza dai fatti, ovvero quando la riparazione era già stata effettuata.

Ma, conoscendolo, siamo certi che mai e poi mai ricorrerebbe e simili inspiegabili mezzucci. Ovviamente, sarà chi di dovere e nelle opportune sedi, a chiarire quali che siano le condizioni di leicità e legittimità dello sversamento in mare dei liquami fognari agrigentini.

Da notare, come la stessa azienda che gestisce gli impianti, e per questo più volte chiamata in causa, a differenza del noto consigliere che opera in difesa dell’ambiente, nel ringraziare gli “Inquinati agrigentini” per avere affrontato il problema della depurazione delle acque a San Leone”, dichiara di essere “con loro nel chiedere la rescissione del contratto con chi è inadempiente per la realizzazione del depuratore al Villaggio Peruzzo.”

Ma non solo questo, la Girgenti Acque SpA “resta convinta che l’attuale sistema debba essere completato con l’impianto di depurazione del Villaggio Peruzzo, ancorché a servizio della sola area dello stesso Villaggio Peruzzo e del centro storico di San Leone.
Ancora una precisazione: è il Comune di Agrigento che dispone dei fondi, così come dei procedimenti propedeutici al completamento e, quindi all’attivazione del depuratore del Villaggio Peruzzo. Ed è il Comune di Agrigento che deve decidere cosa fare, non Girgenti Acque SpA.
Sarebbe il caso, dunque, che gli “inquinati agrigentini” sapessero bene come stanno le cose e individuassero i giusti interlocutori prima di chiedere la rescissione del contratto, per la quale, ribadiamo, siamo perfettamente d’accordo nella misura in cui si chieda al privato (se la competenza è di Girgenti Acque SpA) o al pubblico (nel caso del Comune di Agrigento).”

E mentre il sindaco tace, l’unico a rispondere, seppur non chiamato in causa, è quel consigliere che da decenni ha in tutti i modi osteggiato la realizzazione del depuratore del Villaggio Peruzzo.

Purtroppo, molti politici agrigentini, non riescono a stare al passo con i tempi e non si rendono conto di come l’informazione passi ormai attraverso internet. Sui giornali online, i blog, fino ad arrivare ai social network come Facebook, il dibattito si fa rovente.

Crescono il numero dei cittadini che, stanchi di chi li rappresenta da anni ed ha lasciato che la città si riducesse in queste condizioni, si organizza in gruppi che stanno pian piano occupando gli spazi che fino a poco tempo addietro appartenevano alla politica.

Se i politici non fanno, ecco che i cittadini si trovano costretti a sostituirsi a loro. Uno di questi gruppi, si chiama “Agrigento Moderna e Civile” (Clicca qui per visitare la pagina) e conta ben oltre 900 aderenti. Un gruppo spontaneo, che conta su più adesioni di quante non ne abbiano blasonate associazioni e di più simpatizzanti di quanti non ne conti qualche capopopolo che da tempo vanta di rappresentare interessi collettivi e movimenti d’opinione – oltre l’intera classe politica del centrosinistra – e che dunque nell’essere certamente più rappresentativo, dovrebbe godere di maggiore considerazione da parte di una classe politica che, non soltanto inadeguata, non si rende conto di come il consenso elettorale, passi anche da quello strumento democratico, ma anche micidiale, che è oggi internet.

Il tutto, con buona pace di quei giornalisti che fino a qualche tempo fa si ritenevano unici detentori di verità, che finivano con il mettere a servizio dei potenti.

Proprio ai gruppi di Facebook, dedicheremo altri articoli, che porteranno i nostri lettori a conoscere realtà diverse da quelle che ci vogliono presentare certi informatori di professione, laddove ogni cittadino è lettore,  cronista, opinionista, ma, principalmente, mente pensante…

Gian J. Morici

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