Ausilia Eccelso (IdV): D’Orsi sul rigassificatore? Un frullato d’opinioni! “Patto per il territorio”? Ennesimo minestrone di belle parole e vecchi volti

Di Gian J. Morici

Intervista ad Ausilia Eccelso, vice coordinatrice di Italia dei Valori per il collegio provinciale di Agrigento.

Una strana estate quella che sta per finire. Fermenti politici, caratterizzati da scontri sporchi fatti da dossier e operazioni di killeraggio, ma anche di incongruenze che disorientano l’elettorato. Tra queste, una per tutte, quella del presidente D’Orsi in merito la vicenda del rigassificatore…

Chiamare incongruenze quel frullato di opinioni espresse nel tempo dal presidente della Provincia, mi pare una delicatezza eccessiva. Se è pur vero che viviamo nella terra di Luigi Pirandello, è anche vero che c’è un limite per ogni cosa. Basti pensare alle recenti posizioni del consigliere Orazio Guarraci, che pur restando sostanzialmente favorevole al rigassificatore, chiede chiarimenti su quanto accaduto e vorrebbe che il Consiglio potesse esprimersi in merito alla necessità della Provincia di costituirsi ad ottobre dinanzi al TAR…

Lei fa riferimento a quando D’Orsi si dichiarò contrario alla realizzazione dell’opera industriale, salvo poi, a 48h dall’udienza, revocare il mandato al legale. Ma delle affermazioni di D’Orsi contro l’impianto, oltre peraltro a quanto apparso sui giornali, ha contezza diretta? 

 

 

Durante gli incontri tenuti da D’Orsi con rappresentanti del comitato “no rigassificatore”, il presidente ha espresso chiaramente quello che era “in quel momento” il suo pensiero. Certo un Presidente della Provincia che vuol essere autorevole non vorrà assolutamente minare questa sua credibilità smentendo quelle dichiarazioni… dichiarazioni rilasciate, tra l’altro, in presenza di molti testimoni e riportate dalla stampa.

Questo non significa comunque che una persona non possa cambiare parere…

Certamente. Solo gli stupidi non cambiano idea. Ma come spiegare che tutto ciò avviene solo nelle ore immediatamente precedenti all’udienza dinanzi al TAR? Come spiegare l’inenarrabile serie di assurdità dichiarate successivamente dal presidente, per giustificare il proprio operato? Che qualcosa non va, lo vedrebbe anche un cieco.

Come spiega allora il silenzio da parte della politica ed in particolar modo da parte di quanti avevano già preso posizione, arrivando finanche a costituirsi dinanzi al TAR?

Come ho già detto, questa è la terra di Pirandello. Da un lato D’Orsi che cambia idea e spiana la strada al rigassificatore, rimuovendo l’ostacolo “Provincia”, dall’altro, il consigliere Guarraci da sempre favorevole all’impianto, che interroga il presidente, chiedendo che venga fatta chiarezza e siano rispettate le leggi vigenti in materia. Nel mezzo il Comune di Agrigento.

Un silenzio allucinante quello dell’ente che è maggiormente coinvolto.

Mentre dall’altro fronte, anche i più convinti “rigassificatoristi” s’interrogano sulle ragioni che hanno spinto D’Orsi a revocare il mandato al legale, chi sosteneva il fronte del “no” tace. Inspiegabilmente. Ma la cosa non può meravigliarci… Ricordiamo ancora il governatore Lombardo che “sentenzia” sui rigassificatori definendoli: “polvere da sparo pronta ad esplodere”. Come vede non siamo andati lontano… Ebbene, preso il posto che fu di Cuffaro, la polvere da sparo si è trasformata d’improvviso in manna dal cielo… Quando un politico come Guarraci, che si era schierato apertamente in favore dell’impianto, comincia a dubitare della legittimità dell’operato di D’Orsi, i dubbi dovrebbero assalire tutti. O, quantomeno, dovrebbero assalire quella parte sana della società di cui ad Agrigento sembra sentirsi parecchio la mancanza. In questo contesto, l’assordante silenzio del Comune di Agrigento risulta veramente inspiegabile. Tranne che, come avvenuto per Guarraci, il sindaco Zambuto non stia aspettando che anche Firetto o magari la società Nuove Energie chieda al TAR o alla Procura di accertare la legittimità e liceità dell’iter autorizzativo e delle relative concessioni accordate. Per nulla Pirandello nacque qui? Mi auguro di sbagliarmi e spero che a breve, magari dopo le meritate vacanze, il sindaco Zambuto riprenda il tema rigassificatore e non butti alle ortiche quanto di buono era stato fino ad oggi fatto decidendo finalmente di far sentire la propria voce in merito. Noi, come Italia dei Valori, i primi a fare una interrogazione parlamentare in materia (come anche per quanto le trivellazioni di fronte Sciacca e Menfi) e ad essere in prima linea dal primo momento, attendiamo fiduciosi di poter riavere accanto a noi il Comune di Agrigento in questa importante battaglia innanzitutto di legalità, come ogni giorno appare evidente, e poi di civiltà e democrazia visto che sono stati e continuano ad essere schiacciati ed ignorati anche i più elementari diritti dei cittadini.

Cosa ne pensa del diniego da parte di D’Orsi a far esprimere il Consiglio provinciale?

Questi atteggiamenti fanno parte di quello che è l’uomo D’Orsi, il quale evidentemente – come affermato nell’interrogazione del consigliere Guarraci ndr – “non ha ancora compreso di non trovarsi a casa sua e che i soldi che amministra appartengono ai cittadini”. La prima cosa da chiedere a D’Orsi, sarebbe: se dell’indirizzo politico del Consiglio provinciale non tiene conto, vuol spiegarci perché ha lasciato che si spendessero inutilmente i soldi di quella ormai famosa seduta dello scorso ottobre? E perché, vista l’inutilità dell’organismo, non si mandano tutti a casa, risparmiando così i soldi dei cittadini? Io ho sempre creduto nei valori della democrazia e mi spiace vedere come quegli stessi consiglieri che nel corso di quella seduta, anche con un atto di coraggio contro i loro stessi vertici e le direttive di partito (e anche contro qualcuno che li tirava dalla giacca per farli risedere al momento del voto) ribadirono un secco “no al rigassificatore”, consentano oggi a un uomo di calpestare la loro dignità politica, delegittimandoli totalmente.

Patto per il territorio. Una storia che mi ricorda il “Premio Cinquemani-Arcuri”, quando il direttivo della neonata Associazione composto dal prof. Antonio Palazzo nipote del notaio Cinquemani Arcuri, dall’avv. Marco Zambuto, dal dott. Pino Miccichè consigliere comunale agrigentino, dall’avv. Giovanni Vaccaro, dal prof. Giuseppe Palazzolo e dall’avv. Luigi Troja, decise di premiare come migliori politici dell’anno alcuni suoi iscritti (l’avv Marco Zambuto e l’avv.Luigi Troja), oltre all’onorevole Michele Cimino, vice presidente della Regione e Benedetto Adragna, senatore questore. Una classe politica che quasi nulla ha fatto, a tal punto da farci sorgere il dubbio che non siano ancora in carica o a dover chiedere loro notizie a “Chi l’ha visto?”. Agrigento gode di sindaci, assessori, consiglieri, che rappresentano il giusto corollario della vacuità dei leader di una classe politica che rischia di passare agli annali della storia per la sua incapacità. “Patto per il territorio”, rientra nella logica del premio di cui sopra?

Magari. Mentre lì eravamo all’autoincensazione, questa storia è ben diversa. Un progetto politico proposto da chi a livello nazionale vorrebbe l’abolizione delle Province, qui d’improvviso tende a trasformarsi in una coalizione di comuni, politici, società civile e chissà, a parole, quanto altro, avendo come fine ultimo il bene comune.

L’interesse per la collettività sinceramente non credo si possa raggiungere meglio creando un nuovo calderone, se semplicemente usassimo meglio quelli che abbiamo a disposizione invece (già, a mio parere, fin troppo numerosi), forse eviteremmo la creazione di nuove “fonti” di clientelismo per prendere in giro e schiavizzare la gente Piuttosto penso che in realtà ci ritroviamo dinanzi all’ennesimo minestrone di belle parole e vecchi volti di una politica i cui segni portiamo ancora addosso. Un conto è l’autopremiarsi, cosa abbastanza comune in questi tempi dove parlare di spessore e dignità politica è più difficile che stabilire il sesso degli angeli, altro è un nuovo progetto politico, che affonda le proprie radici nella vecchia torba democristiana. Per capire cosa e chi c’è dietro un tale progetto, basta guardare gli uomini che compongono la squadra e non limitandosi certo alla facciata apparente, che di nuovo ha comunque ben poco. Vogliamo rispolverare lo slogan “al di sopra dei partiti” o magari utilizziamo un bel “super partes”? Certo, ci vuole una bella immaginazione… Mi posso solo augurare che gli agrigentini non vogliano credere all’ennesimo slogan o ai soliti, vecchi e riciclati bei paroloni…

E il Partito Democratico?

Quale Pd? Ad Agrigento pare ce ne siano almeno un paio di Pd. Uno che sta in Giunta e l’altro che è fuori, o almeno è quello che ci viene propinato da mesi in mondovisione oserei dire… Di certo se una volta per tutte si facesse un po’ di chiarezza ne gioveremmo credo tutti… non pensa? Per quanto riguarda Italia dei Valori, ritengo improponibile un’alleanza per andare a governare la città con chi, e non sono io a dirlo ma i fatti e la storia parlano più di mille discorsi, ha tradito il mandato ottenuto dai cittadini. Non si può pensare di allearsi “col nemico”, inteso colui che da decenni mortifica e depreda il nostro territorio, per evitare di lasciargli tutto lo spazio a disposizione.

Ma che politica è questa?

Non è il nostro concetto di lavorare per il bene comune…

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