Perché nel 1972 la CIA ha conservato un dossier segreto sulla morte del miliardario Giangiacomo Feltrinelli, inserendo una nota speciale solo sulla lettera di un filosofo che accusava direttamente l’intelligence americana? E cosa c’entra, nello stesso fascicolo, un dirottatore di New York che pretendeva di vedere il Papa professandosi agente segreto e figlio di un boss mafioso?
Cosa si nasconde dietro la fine di Giangiacomo Feltrinelli? Nel marzo del 1972, l’Italia viene scossa dal ritrovamento del corpo del celebre editore e miliardario sotto un traliccio dell’alta tensione a Segrate. Sebbene le indagini ufficiali e le successive confessioni delle Brigate Rosse abbiano archiviato il caso come un incidente avvenuto durante un tentativo di sabotaggio a causa di un timer modificato male, i dubbi e le ombre non sono mai svaniti. Nel trentasettesimo episodio del podcast Cia – I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia, l’autrice Isabella Silvestri esplora i risvolti più oscuri e i documenti declassificati di questa vicenda, con la voce narrante di Fabio Fabiano.

Al centro della puntata emerge un dettaglio anomalo proveniente dagli archivi declassificati di Langley. Tra migliaia di pagine di rassegna stampa internazionale sul caso, gli analisti della CIA decisero di inserire una nota di commento specifica per un solo articolo: una lettera pubblicata dal settimanale Der Spiegel e scritta da Wolfgang Harich, un influente filosofo marxista di Berlino Est. Harich sosteneva con fermezza che Feltrinelli fosse tutt’altro che un anarchico sprovveduto e che fosse stato vittima di un omicidio politico orchestrato proprio dalla CIA per favorire una svolta autoritaria in Italia, nel pieno della strategia della tensione. Come se non bastasse, lo stesso fascicolo segreto conserva il bizzarro trafiletto del Washington Post sul dirottamento a Roma di un aereo svizzero da parte di un cittadino americano, Mario Victor Maimone, il quale sosteneva di essere una spia e il figlio di un boss della mafia. Un errore di archiviazione o un legame invisibile in un’epoca di profonde manipolazioni? Tra figure ambigue come il misterioso collaboratore Gunter, sospetti di infiltrazioni neofasciste e anomalie tecniche che collegano il timer di Segrate ad altri fallimentari attentati internazionali, questo episodio ricostruisce i tasselli di un puzzle rimasto incompleto, dove la verità storica continua a intrecciarsi con i segreti della geopolitica globale.