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Agrigento – C’era una volta il porto dell’invincibile Akragas, fulcro del commercio nel Mediterraneo. Le cronache antiche, Polibio, Diodoro Siculo, Pindaro, ci raccontano di un fiume navigabile, dove le triremi greche risalivano la corrente, cariche di ricchezze, trasformando la foce in un brulicante Emporium. Oggi, in quel medesimo luogo, l’unica cosa che “approda” con regolarità è il peggio della nostra modernità usa e getta. Siamo in un sito che dovrebbe trasudare storia e che, nonostante i lodevoli sforzi di riqualificazione, sta scivolando in un degrado indecente per l’inciviltà di pochi.
L’immagine che si presenta a chi dal ponticello Maddalusa, scende verso la riva è disarmante: più che un approdo millenario sembra una discarica a cielo aperto. Lungo il corso del fiume, la natura prova a resistere; è uno spettacolo vedere le anatre starnazzanti, intente a rincorrersi tra i canneti della riva con eleganza che stride con lo scenario circostante. Tra un tuffo e l’altro, queste creature sono costrette a vivere tra pneumatici abbandonati, carcasse di elettrodomestici e una varietà di altri rifiuti. A completare il quadro, i canneti e i detriti che il mare restituisce sulla riva.
È mai possibile che il sito dell’antico Emporium debba essere declassato a pattumiera per l’inciviltà di pochi barbari che confondono un alveo fluviale con un cassonetto? La riqualificazione dei percorsi che portano alla riva non può restare un evento isolato abbandonato al proprio destino: senza una manutenzione costante e una vigilanza severa, ogni sforzo di recupero si vanifica. Per questo, rivolgiamo un appello accorato alle autorità competenti affinché intervengano con azioni di controllo rigorose e una bonifica radicale che restituisca finalmente dignità alla foce. Al contempo rivolgiamo un invito a tutti i cittadini affinché imparino a rispettare un luogo che è custode della nostra identità, smettendo di considerare il bene comune come una terra di nessuno. Le anatre continueranno a starnazzare lungo la riva, ma spetta solo a noi decidere se debbano farlo tra i riflessi dorati dell’acqua oppure tra i resti arrugginiti di vecchi elettrodomestici.