ROMA, 15 gen. – “Meloni ha capito che sul ponte sullo Stretto Salvini ha combinato un casino che la metà basta, tanto che gli ha sfilato il dossier portandolo a Palazzo Chigi per tentare di salvare il salvabile. Anche se, in realtà, da salvare non c’è nulla: la premier lo sa. Siccome però non può permettersi una figuraccia internazionale di proporzioni specie nel prossimo anno e mezzo, la pantomima verrà portata avanti. Con una trovata delirante: nominare Pierluigi Ciucci, numero uno della “Stretto di Messina Spa”, commissario all’opera. Una buffonata infinita, e ora spieghiamo perché. Punto primo: fare Ciucci commissario è la prova regina del totale fallimento di Meloni e Salvini dell’ultimo biennio. Punto secondo: fare commissario un artefice non secondario dei disastri documentali di questi anni, è semplicemente lunare. Punto terzo: Ciucci, l’uomo che guida la “Stretto di Messina SpA” per fare gli interessi dei privati, verrebbe nominato controllore dal governo sulla stessa opera. È un’offesa alla decenza, e non è accettabile. Al più ci vorrebbe una figura terza e imparziale, che una volta per tutte valuti se il Ponte sullo Stretto ha senso farlo o meno, analizzando la reale fattibilità di scenari, in primis quello di non farlo e di potenziare il collegamento dinamico. Punto quarto: Ciucci verrebbe nominato, a quanto pare, senza poteri in deroga. Altra barzelletta: un commissario senza poteri da commissario. Praticamente un badante. La verità è che Meloni, Salvini, Tajani e tutto il carrozzone sanno benissimo che questo ponte, sempre più un insulto all’intelligenza degli italiani, non verrà realizzato. Perché la fattibilità è ancora tutta da dimostrare. Così hanno individuato in Ciucci l’uomo che si cuccherà il cerino in mano del loro fallimento. Meloni è maestra quando c’è da cercare colpevoli non riconducibili a lei: et voilà, il gioco è fatto”. Così in una nota il deputato M5s Agostino Santillo.