di Diego Romeo

La 48ma edizione del Premio Telamone giunge al suo epilogo confermandosi, ancora una volta, una delle più longeve e autorevoli manifestazioni dedicate alle personalità che onorano la Sicilia con il loro talento e il contributo alla crescita del Paese.
Anche quest’anno l’iniziativa ha offerto un palcoscenico privilegiato a figure accomunate dalla capacità di incidere nei rispettivi ambiti – culturali, istituzionali, imprenditoriali e artistici – e di trasformare il merito individuale in valore collettivo.
La manifestazione ha rappresentato un momento di incontro e di dialogo, un invito a riflettere sul significato del successo e sul ruolo che l’impegno quotidiano riveste nella costruzione di comunità più solide e consapevoli.
A ritirare quest’anno la statuetta del Telamone sono stati: la Presidente della sezione di controllo della corte dei conti per la Regione Siciliana, Maria Aronica; il CEO del Gruppo Sicurtransport Luciano Basile, punto di riferimento nel settore della sicurezza del sud Italia; Gloria Giorgianni, produttrice cinematografica e fondatrice di Anele; Cristina Grasso, esperta di gestione del patrimonio storico-culturale; l’imprenditore Andrea Passanisi, fondatore di Sicilia Avocado, leader nella produzione ed esportazione di avocado; il cantautore Pippo Pollina; il cavaliere del lavoro Agostino Randazzo Randazzo, presidente del Gruppo Siciliano dei Cavalieri del Lavoro e Presidente del Circolo della Vela Sicilia; il Presidente dell’Università Kore di Enna Cataldo Salerno; l’artista Igor Scalisi Palminteri; la scrittrice Aurora Tamigio; Simeone Tartaglione, docente di direzione d’orchestra presso la Catholic University of America a Washington DC e Direttore d’orchestra presso la Newark Symphony Orchestra.
La manifestazione è stata condotta dalla giornalista professionista Margherita Trupiano, con gli interventi artistici di Rosy Mandracchia, la poetessa Giuseppina Mira e il pianista Valentino Taormina.
Per l’occasione il brand Sygla penne, fondato da Salvatore Fazzino, sponsor del Premio Strega, ha realizzato una penna artigianale, creata da ulivi siciliani, esclusiva per il Premio Telamone omaggiando i premiati.
A caratterizzare questa 48ma Edizione sono state le parole dei premiati, capaci di restituire un affresco corale della Sicilia contemporanea: una terra che chiede impegno, cura, responsabilità e capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.
La Sicilia come eredità, responsabilità e possibilità
Maria Aronica, Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, ha sottolineato il senso di appartenenza e la responsabilità culturale della comunità siciliana: “Sono fiera delle mie origini agrigentine: questo territorio, unico nei suoi colori e nei suoi profumi, ha dato i natali a menti straordinarie. Da Empedocle a Pirandello, fino a Sciascia, che per primo ha denunciato le connessioni tra mafia e politica, la nostra storia ci insegna che abbiamo il dovere di essere uomini e donne consapevoli, portatori di cultura e responsabilità civile”.
Cristina Grasso, esperta di valorizzazione del patrimonio culturale, ha evidenziato la forza che nasce dalla dedizione: “La passione per il mio lavoro è stata la guida costante del mio percorso, permettendomi di vivere pienamente l’impegno per il patrimonio storico e culturale della mia città, Catania”.
Aurora Tamigio, attraverso la sua opera letteraria, ha dato voce alla memoria femminile siciliana:
“Il mio romanzo intreccia identità e memoria, raccontando generazioni di donne che si tramandano forza, silenzi e desiderio di libertà. Sono tornata indietro alla mia infanzia: la Sicilia è un luogo che non si lascia, una memoria che cammina con te”.
Cataldo Salerno, Presidente dell’Università Kore di Enna, ha ribadito il ruolo strategico delle istituzioni formative: “I territori hanno bisogno di presidi culturali. La Kore è nata per invertire la tendenza all’emigrazione e formare giovani che scelgano, consapevolmente, di restare e creare futuro nella propria terra”.
Visioni, scelte e coraggio che cambiano la società: nuovi eroi sociali
Igor Scalisi Palminteri, artista, ha richiamato il valore dell’attenzione verso i luoghi fragili:
“C’è un enorme bisogno di amore e cura, soprattutto nei territori più complessi. I veri eroi sono coloro che li abitano ogni giorno, opponendosi con dignità allo stato delle cose.”
Simeone Tartaglione, direttore d’orchestra e docente a Washington, ha offerto una riflessione sul cambiamento possibile: “Abbiamo bisogno di un Paese dove bastino l’impegno e la serietà per crescere, senza scorciatoie. E dobbiamo credere che ciò che non funziona può cambiare: se altrove è possibile, lo è anche da noi in Sicilia”
Pippo Pollina, cantautore, ha ricordato il ruolo civile dell’arte:
“La musica è un ponte fra culture e generazioni, ma soprattutto un veicolo di valori. Gli artisti hanno il diritto e il dovere di entrare nel dibattito civile, prendendo posizione e trasformando le emozioni in pensiero condiviso.”
Luciano Basile, CEO di Sicurtransport, ha affrontato il tema della responsabilità di fare impresa nel meridione:“La sfida di lavorare al Sud è radicare valori solidi nel territorio e offrire ai giovani motivi per restare. Contrastare la fuga dei talenti significa difendere il futuro stesso della nostra comunità”.
Agostino Randazzo Randazzo, Cavaliere del Lavoro, ha sottolineato la centralità dell’innovazione e della resilienza: “L’imprenditore deve cogliere per tempo i segnali del cambiamento e rispondere con qualità e tempestività. Ma soprattutto deve saper accettare le sconfitte e rialzarsi, proprio come accade nello sport, mantenendo la determinazione di creare sviluppo e nuove opportunità”.
Gloria Giorgianni, produttrice e fondatrice di Anele, ha posto l’accento sul valore della narrazione contemporanea: “La Sicilia ha un enorme potenziale nell’audiovisivo, che altrove nel Sud viene valorizzato con modelli industriali più strutturati. Serve un cambio di passo. Oggi abbiamo la responsabilità di creare contenuti che abbiano una forte identità e che sostengano valori positivi. Sono cresciuta con principi solidi, che desidero portare sullo schermo: dobbiamo raccontare le vite delle persone luminose, quelle che generano valore e sono i veri eroi della nostra società”.
Andrea Passanisi, fondatore di Sicilia Avocado: “Credo profondamente che l’innovazione debba camminare accanto alla tradizione. Sicilia Avocado è nata così: dal desiderio di valorizzare il territorio e di creare un modello agricolo sostenibile, capace di unire saperi antichi e scelte moderne. Amare la nostra terra significa investirci, restituirle valore e generare futuro”.
La 48ª edizione si conclude così con un rinnovato slancio, confermando la volontà di custodire e tramandare una tradizione che riconosce, sostiene e racconta quelle storie che continuano a rendere la Sicilia un laboratorio vivo di talento e determinazione.