Carburante alle stelle e burocrazia in ritardo: oltre il 70% delle microimprese rischia di spegnere il motore entro fine anno
Palermo, 22 settembre 2026 – In Sicilia molte imprese del settore trasporti entro la fine dell’anno rischiano di chiudere. È l’allarme lanciato da CNA FITA Sicilia, secondo cui la crisi di liquidità determinata in primo luogo dall’aumento dei prodotti petroliferi sta schiacciando soprattutto le microimprese del settore, che rappresentano oltre il 70% del totale. Solo il costo del carburante, da marzo di quest’anno, è passato da 1,78 euro/litro a 2,39 euro/litro.
«C’è chi annuncia blocchi, ma il blocco è già in atto – dichiara Salvatore Ranno, presidente di CNA FITA Sicilia –. Molti piccoli padroncini, non riuscendo a sostenere i costi, hanno già spento il motore e lasciato il proprio mezzo nel piazzale. Per tante piccole e medie imprese i costi da sostenere per un viaggio determinano solo perdite».
Le misure di sostegno del governo nazionale e regionale – rimborso accisa, credito d’imposta, decreto caro carburante – verranno erogate, se va bene, entro la fine dell’anno, ma il carburante va acquistato ora. A questo si somma la proverbiale lentezza della politica e della burocrazia siciliana: il decreto regionale per il contrasto caro carburante, annunciato a fine maggio, non è stato ancora pubblicato e quindi è tutto da organizzare il processo di liquidazione delle poche risorse stanziate.
«È inutile girare intorno – sottolineano Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, coordinatori regionali di CNA FITA Sicilia –. Al settore servono misure immediate e strutturali che permettano alla maggioranza delle imprese che vi operano di poter esercitare il loro lavoro con dignità. L’aliquota IVA per tutti i prodotti petroliferi utilizzati da chi fa trasporto merci – additivi, carburante, gomme, ecc. – fin quando dura questa crisi geopolitica deve essere equiparata a quella dei beni di prima necessità, cioè al 4%; così come le accise, sempre per il settore trasporto merci, vanno momentaneamente abolite».
«È l’unico modo vero per poter risarcire e sostenere un settore da sempre bistrattato – concludono da CNA FITA Sicilia – le condizioni delle strade o autostrade siciliane ne sono un esempio lampante – ma fondamentale per le tante economie di questa terra».