ROMA, 11 giu. – “E’ sempre più lampante l’imbarazzo del governo di fronte alle vicissitudini giudiziarie che riguardano il ponte sullo Stretto. Il groviglio di contraddizioni tra le parole di Ciucci e le intercettazioni di Saccomanno, le odierne dimissioni di Miele e i timidi “si va avanti” che arrivano da Lega e Fi – e non da Fdi – ci dicono che in tre anni si è creato solo un ponte inverecondo di intrallazzi. Costato agli italiani già quasi tre miliardi tra perizie, contro-perizie, incarichi agli amici, prebende e osceni stipendi d’oro. Meloni ora fa la gnorri, con un mood del tipo “io non c’ero, e se c’ero dormivo” mentre Salvini collezionava disastri nell’iter procedurale. Tajani è costretto a blaterare a mezza bocca “avanti tutta” per non contraddire il sogno che fu di Berlusconi. Mezza Lega, forse anche tre quarti, vede ormai nel ponte sullo Stretto una zavorra gravosa almeno quanto quella che ha a destra con Vannacci. La verità è una sola: il governo su quest’opera ha candidamente fallito. Meloni non può più stare zitta, ed è ora che metta giù la prima pietra: quella tombale”. Così in una nota il vicepresidente della comm. Ambiente della Camera Agostino Santillo (M5s).