“Le fanfare del centrodestra perché il GIP di Firenze ha archiviato il filone sulle stragi del 1993, sono risibili e grottesche. Soprattutto Giorgia Meloni, quando parla di “verità storica incontrovertibile” e di “ombre spazzate via” dà una versione oscenamente distorta della storia. L’archiviazione del Gip di Firenze non è una sentenza di assoluzione ma la presa d’atto che le indagini sin qui compiute non hanno allo stato consentito di acquisire prove idonee per un giudizio di colpevolezza in ordine alla specifica accusa di concorso nelle stragi del 1993 nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri. L’archiviazione non è stata notificata ai familiari delle vittime pregiudicando il loro diritto ad opporsi e a richiedere ulteriori indagini ed è dunque annullabile se sarà impugnata per questo grave vizio procedurale. Inoltre è revocabile in qualsiasi momento al sopravvenire di nuove prove, e non incide comunque minimamente sulla verità storica e processuale sancita dalla sentenza definitiva di condanna di Marcello Dell’Utri che ha accertato che Berlusconi ha pagato Cosa Nostra per decenni con centinaia di milioni quale corrispettivo per la complessiva protezione a lui accordata in attuazione dell’accordo raggiunto sin dal 1974 con la mediazione di Dell’Utri. Salvatore Riina intercettato in carcere mentre parlava con in suo compagno di detenzione, ha confermato che Berlusconi pagava regolarmente. E ciò avveniva mentre Libero Grassi veniva assassinato perché, a differenza di Berlusconi, si era rifiutato di pagare la mafia. Quale credibilità può avere oggi uno Stato che per un verso esorta gli imprenditori a denunciare gli estorsori mafiosi, e per altro verso beatifica come padre della patria Berlusconi? La risposta è nei fatti. Le denunce contro gli estorsori appartengono al passato e si sono azzerate. Meloni farebbe bene a rileggere quelle sentenze. O forse le conosce, ma vuole lisciare il pelo a Forza Italia e a un elettorato nostalgico che le è utile in vista delle prossime elezioni”.
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia e Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave, Roberto Scarpinato.