Agrigento, perla della Magna Grecia, terra degli dei e dei templi, definita nei secoli la più bella città dei mortali, merita molto di più di ciò che ha vissuto negli ultimi anni.
Le notizie che emergono dall’inchiesta della Procura di Caltanissetta sul Cefpas e sulla cosiddetta “Corte dei Miracoli”, vicende sconcertanti però da valutarsi nel rispetto del principio di innocenza e del lavoro della magistratura, gettano tuttavia nuove ombre su un sistema di gestione della cosa pubblica che desta profonda preoccupazione e che impone una seria riflessione sul futuro del nostro territorio.
Al di là degli sviluppi giudiziari, appare ormai evidente il fallimento di una stagione politica e amministrativa di centro destra che ha progressivamente mortificato Agrigento, trascinandola verso un livello di degrado senza precedenti. Una città ricca di storia, cultura e bellezza è stata privata della sua centralità, mentre i cittadini sono stati troppo spesso trattati come semplici sudditi, privati di diritti ridotti a favori e della possibilità di partecipare realmente alle scelte che riguardano il loro destino e costretti a rinunciare a servizi e opportunità.
La ferita è ancora più dolorosa perché colpisce una comunità che avrebbe dovuto vivere una stagione straordinaria. Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 rappresentava un’occasione storica irripetibile di crescita, sviluppo e rilancio internazionale. Invece, tra ritardi, polemiche, inefficienze e occasioni mancate, quella che doveva essere una vetrina di eccellenza si è trasformata in motivo di imbarazzo e amarezza per l’intera città.
Oggi, però, Agrigento si trova davanti a un bivio storico.
I cittadini possono scegliere se continuare lungo una strada già percorsa, che ha prodotto declino, isolamento e sfiducia, oppure aprire una nuova pagina fondata sulla trasparenza, sulla competenza, sulla partecipazione democratica, sulla legalità e su una visione concreta del futuro.
È arrivato il momento di restituire dignità a una città che non può più essere ricordata per il degrado o per le cronache giudiziarie, ma deve tornare a essere riconosciuta per ciò che è sempre stata: una capitale di cultura, civiltà e bellezza nel cuore del Mediterraneo.
Per queste ragioni rivolgo un appello sincero agli elettori affinché colgano l’opportunità di voltare pagina, sostenendo Michele Sodano e il progetto del campo progressista.
Agrigento ha bisogno di recuperare credibilità istituzionale, attrarre investimenti, creare lavoro, valorizzare il suo immenso patrimonio culturale e ambientale e, soprattutto, restituire fiducia e speranza ai suoi cittadini.
Il voto è l’espressione più alta della democrazia. Domenica e lunedì gli agrigentini avranno la possibilità di compiere una scelta che può segnare l’inizio di una rinascita.
La città più bella dei mortali merita di tornare a splendere. Il cambiamento è possibile. Dipende da ciascuno di noi.