ROMA, 23 maggio – “Oggi si ricorda la strage di Capaci che strappò all’Italia Giovanni Falcone, un uomo e un magistrato di straordinaria intelligenza, coraggio e dotato di una capacità innovativa rivoluzionaria. Purtroppo però l’Italia lo fa in una fase storica in cui l’antimafia è lobotomizzata dalle forze politiche che governano questo Paese, che hanno progressivamente debilitato il contrasto alla mafia sul fronte cruciale delle complicità con i colletti bianchi nella politica e negli affari, e che hanno compromesso dinanzi ai cittadini il bene prezioso della credibilità dello Stato mantenendo pervicacemente ai vertici delle istituzioni personaggi incriminati e rinviati a giudizio per gravi reati ed altri in società con noti riciclatori di mafiosi, decidendosi ad esonerarli dai loro incarichi solo dopo la sonora batosta al referendum. La maggioranza ha anche sequestrato la commissione Antimafia riducendola ad una sua appendice indifferente alle ripetute grida di allarme della magistratura sulle gravi difficoltà create alle indagini dalla riforme sulle intercettazioni, ed impedendo qualsiasi indagine sui depistaggi, su mandanti e complici esterni delle stragi del 1992-93. La commissione Antimafia ha dedicato tutte le sue energie non a cercare la verità proprio sulla strage di Capaci e sulle altre del biennio 1992-93, non ad arricchire le conoscenze sulle mafie del terzo millennio, bensì a tentare di riscrivere la storia della strage di via D’Amelio, provando a rifilare all’Italia una versione farlocca utile solo ad allontanare ancora una volta le verità più scomode, e si è sovrapposta alla magistratura nell’indagine sul dossieraggio al solo scopo di plasmare, anche lì, una ricostruzione fasulla per mero interesse politico. Frattanto, nei ministeri si faceva solo retorica un tanto al chilo sul 41-bis, che è fuori norma in tutti gli istituti penitenziari. Fuori dal palazzo i boss irriducibili stanno uscendo dal carcere uno dopo l’altro tornando a presidiare i clan e i loro territori. Nessuno denuncia più il pizzo perchè le persone oneste non si sentono tutelate da questo Stato che si volta dall’altra parte. Questa è l’Italia del 2026 che ricorda Falcone e nello stesso tempo ignora i suoi insegnamenti e tradisce la sua eredità. A lui, a Francesca Morvillo, a Vito Schifani, a Rocco Dicillo e ad Antonio Montinaro va oggi il nostro pensiero commosso e sempre riconoscente”.
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.