Schifani e Faraoni sollecitino alla Fondazione le opportune modifiche statutarie
Cefalù, 28 aprile 2026 – “La Regione Siciliana ha il dovere di intervenire sulla vertenza del personale medico e amministrativo dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù. Si tratta di una struttura di eccellenza della nostra sanità che riceve finanziamenti pubblici: non possiamo permettere discriminazioni nei confronti di chi ci lavora”. A dichiararlo è l’onorevole Valentina Chinnici, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana e vice segretaria regionale del Partito Democratico, che ha partecipato stamani alla manifestazione del personale svoltasi oggi all’ingresso della stessa struttura ospedaliera.
Da anni, infatti, i medici dell’Istituto Fondazione “G. Giglio” denunciano una grave disparità sia retributiva rispetto ai colleghi del Servizio Sanitario Nazionale, nonostante svolgano di fatto identiche funzioni e assumano le medesime responsabilità, che di diritti come quello alla formazione o alla malattia. Una sperequazione che riguarda anche parte del personale amministrativo.
“La Fondazione ‘G. Giglio’ di Cefalù – spiega Chinnici – è una struttura sanitaria pubblica di diritto privato, operante in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Regionale. Fino a due anni fa era costituita esclusivamente da soci pubblici. Solo negli ultimi due anni si è registrato l’ingresso di un socio privato”.
La deputata sottolinea inoltre come la Fondazione abbia finora beneficiato esclusivamente di fondi pubblici (il cosiddetto budget) erogati dalla Regione Siciliana, e sia da molti anni parte integrante della rete ospedaliera siciliana, garantendo prestazioni sanitarie analoghe anche in ambito di urgenza/emergenza. L’ospedale è infatti inserito nelle reti tempo-dipendenti (Stroke Unit e infarto miocardico acuto), è dotato di un Pronto Soccorso attivo 24 ore su 24 ed eroga prestazioni ad alta complessità in diverse branche specialistiche.
“Nonostante le reiterate richieste avanzate dal personale – denuncia Chinnici – la Direzione Strategica della Fondazione non ha finora adottato alcun intervento risolutivo idoneo a porre fine a questa sperequazione. La Regione non può più restare a guardare. Chiediamo un intervento chiaro e immediato per garantire la parità di trattamento economico e dignità lavorativa a chi ogni giorno assicura servizi essenziali ai cittadini siciliani, sollecitando alla Fondazione le modifiche statutarie opportune”.