
Ragazzi, non stupitevi!
Un po’ era nell’aria da qualche tempo e – inutile negarlo – i meteorologi politici di ogni parte avevano previsto che sarebbe venuta giù tempesta.
Soprattutto dopo che si è capito (non ci voleva molto…) che la consultazione referendaria poteva diventare un utile “checkpoint” di “midterm” all’americana.
Oddio! Ma parla come mangi!
Non si può dire, più semplicemente, che la vittoria del NO sui quesiti referendari costituzionali potrebbe essere interpretata come un atto di sfiducia del Popolo italiano al suo Governo, generando una crisi politica extraparlamentare?
No, perché – anche dicendolo così – qualcuno dall’ultima fila della platea potrebbe gridare in romanesco: “Aho! Parla come mangi!
Nun se capisce ‘gnente!”.
Ecco, involontariamente ho creato il collegamento che permette di capire: è una questione culinaria!
E non perché abbiamo tutti il culo pericolosamente sospeso, visto che del futuro dell’Italia parliamo, ma semplicemente perché tutti si chiedono quali siano gli ingredienti della ricetta che farà funzionare la Giustizia nel nostro Paese.
Tutto ‘sto casino referendario si è trasformato in un immenso, ciclopico, inarrivabile “MasterChef” politico in cui nessuno comprende più in cosa consista la buona cucina e quella, invece, che è solo un “mappazzone” non deglutibile.
Tra tutti, però, svetta un infallibile chef tristellato (e forse presto pure pentastellato) che ha una ricetta formidabile per l’Italia tutta.
Si chiama Nicola Gratteri e fa il Procuratore Capo a Napoli.
Per lui – poeta e cantore della ‘Nduja calabra – tutti coloro che rifiutano quella salsiccia al peperoncino, o sono traditori amici degli ‘ndranghetisti o sono fascisti.
Bene, anzi male.
Sapete come si deve rispondere ad un magistrato/chef così ammappazzonato?
Gli si deve semplicemente ricordare che la Democrazia non è una salsiccia piccante che a tutti si possa imporre.
Se lo hanno allevato con la salsiccia calabra non è colpa nostra.
Provi ad elevarsi con altra è più eccellente gastronomia che il nostro grande Paese riesce ad esprimere.
Nella cucina di questi giorni il piatto succulento ha pure un nome ed un cognome: “Democrazia Diretta”.
Anche perché – o mio caro patrocinatore della ‘Nduja – le ricordo quella frase di Von Bismarck secondo cui “non chiederti mai di cosa siano fatte le salsicce e la politica”.
E adesso ci lasci in pace a scegliere di cenare con un bel piatto di maccheroni senza correnti e senza le sue indigeste salsicce piccanti…
Un saluto gastronomico da
Lorenzo Matassa