“Oggi prendiamo atto che per il Governo è legittimo utilizzare una struttura commissariale, istituita per legge e pagata con risorse pubbliche, per realizzare interventi che nulla hanno a che vedere con le finalità per cui è nata. La struttura commissariale prevista dal decreto Caivano del 2023 aveva un obiettivo chiaro: interventi straordinari di riqualificazione infrastrutturale, sociale e ambientale nelle aree ad alta vulnerabilità sociale. Con il decreto del 2024 queste competenze sono state estese, inserendo anche Palermo e in particolare Borgo Nuovo. Eppure oggi ci troviamo davanti a una scelta che appare del tutto incoerente: utilizzare quelle risorse e quelle deroghe straordinarie per spostare funzioni e attività fuori dal quartiere che dovrebbe essere riqualificato, concentrandole in un’altra zona della città, il Parco della Favorita. Una decisione che, sulla carta, viene giustificata con la “messa in rete” delle infrastrutture sportive, ma che nella realtà quotidiana dei palermitani è semplicemente impraticabile. Chi conosce Palermo sa bene che Borgo Nuovo e la Favorita sono separati dalla circonvallazione, una barriera che non è attraversabile a piedi e che rende i collegamenti con i mezzi pubblici lunghi, complessi e poco sostenibili, soprattutto per bambini, ragazzi e famiglie. Parlare di integrazione e accessibilità, in questo contesto, suona come una presa in giro. Resta poi una questione fondamentale: da dove verranno prese le risorse per smontaggio, trasporto e gestione di questa operazione? Se non incidono sui 25 milioni destinati a Borgo Nuovo, allora su quali altri quartieri e su quali altre città si sta scaricando il costo? Ad oggi, nessuna risposta chiara è stata fornita. La strategia è sbagliata anche sul piano sociale: si svuota un quartiere invece di renderlo attrattivo. Io credo esattamente il contrario: Borgo Nuovo avrebbe bisogno di interventi forti e qualificanti al suo interno, capaci di attirare persone e opportunità da tutta la città, non di nuove fratture territoriali. Infine, c’è il tema economico. Il parere di regolarità contabile del Comune segnala chiaramente che gli oneri di gestione non sono quantificati e rappresentano una criticità rispetto agli equilibri finanziari dell’ente. Un’operazione che rischia di essere insostenibile, se non inutile, e che scarica eventuali responsabilità su altri livelli istituzionali. Quei soldi potevano essere spesi diversamente. Nelle periferie servono normalità e opportunità: illuminazione pubblica, pulizia, sicurezza, servizi essenziali. La verità è che questo Governo continua a dimostrare di non avere una reale attenzione per le periferie e per i bisogni concreti dei cittadini di Palermo”.
Così la deputata M5S Valentina D’Orso intervenendo in aula.