ROMA, 16 gen. – “Chissà se la tangente di 12 mila euro che, secondo l’accusa, avrebbe intascato il deputato di Forza Italia all’Ars Michele Mancuso secondo il ministro Nordio può rientrare nella casistica delle ‘modestissime mazzette’. Aspettiamo che il ministro ci illumini e ci dica qual è secondo lui la soglia delle tangenti che in quanto modeste sarebbero socialmente tollerabili. Chissà poi se questa indagine si è avvalsa dell’uso del trojan, lo strumento che Nordio vuole cancellare proprio per i reati contro la PA perchè lo considera ‘diabolico’. Quasi ogni mattina in Italia un cittadino onesto si sveglia e sa che dovrà apprendere la notizia di un nuovo caso di malaffare compiuto dai colletti bianchi con l’uso scorretto e infedele degli uffici della PA. Lo stesso cittadino onesto sa che il suo ministro della Giustizia ha cancellato il reato che puniva gli abusi di potere nella PA, ha indebolito le intercettazioni con cui la magistratura può scovare quel malaffare e sa anche che lo stesso ministro vuole far approvare al referendum una riforma che è il colpo finale all’autonomia, all’indipendenza e alla possibilità per la magistratura di agire liberamente contro il crimine. Sono proprio i cittadini onesti le prime vittime di questa riforma ed è il primo motivo per votare No alla giustizia secondo Nordio e Meloni che stanno spianando la strada all’illegalità”.
Così la deputata M5S Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia.