“Leggo le dichiarazioni di Cateno De Luca e prendo atto che è tornato, puntuale, nel suo ruolo preferito: quello del grande accusatore a vuoto. Capi tribù, cerchi magici, schizofrenie politiche, ansia da prestazione. Un lessico colorito, efficace mediaticamente, ma sempre uguale a se stesso.
Nel frattempo, però, il governo Schifani in questi anni ha finanziato, con oltre 110 milioni di euro, perché ritenute strategiche per lo sviluppo dell’area del Messinese molte opere proposte da De Luca: dai fondi per il trasporto pubblico locale di Messina al Parco archeologico di Taormina e Giardini Naxos, dagli interventi per il settore dei rifiuti urbani al risanamento delle aree degradate del capoluogo, dalla bonifica e valorizzazione dell’ex Sanderson agli stanziamenti per l’Area a elevato rischio di crisi ambientale nella valle del Mela al rifacimento del lungomare di Santa Teresa di Riva.
Tutti interventi concreti, risorse agli enti locali, programmazione.
De Luca fa finta di fare lo smemorato? C’è poi un dato che non posso non notare: dall’inizio della legislatura, il gruppo di De Luca ha perso per strada diversi compagni di viaggio. Uscite, strappi, distanze sempre più evidenti. Forse, prima di spiegare la Regione con categorie tribali, varrebbe la pena chiedersi perché attorno a lui il perimetro politico si restringa progressivamente. Io continuo a pensare che la politica si misuri meno con le metafore e più con i risultati. Gli slogan fanno rumore, le opere finanziate restano. E alla fine, al netto delle conferenze stampa, sono queste a pesare davvero.”
Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana.