Roma, 9 gen. – “La sanità siciliana è precipitata in uno stato di emergenza permanente. Ospedali allo stremo, pronto soccorso paralizzati, pazienti ammassati sulle barelle per ore e ore, personale insufficiente e allo stremo. In Sicilia anche una normale influenza è ormai sufficiente a far saltare un sistema sanitario inerme, fragile e mal gestito. Nelle province di Trapani e Agrigento il collasso è quotidiano e ignorato da anni. Palermo, oggi al centro dell’attenzione nazionale, non rappresenta un’eccezione ma la prova definitiva del fallimento della sanità regionale: ciò che esplode oggi sotto i riflettori è da tempo la regola in tutta l’Isola. Ho depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute per denunciare una situazione gravissima e ormai fuori controllo. I pronto soccorso siciliani non sono più presidi di emergenza ma luoghi di abbandono, trasformati in reparti improvvisati senza posti letto, senza personale e senza risposte. Questo è il risultato di una programmazione sanitaria regionale assente, irresponsabile e fallimentare. L’amministrazione Schifani porta una responsabilità politica piena e diretta. La sanità siciliana è stata lasciata senza una strategia, senza investimenti strutturali, senza alcuna capacità di prevenire e gestire emergenze che non sono più imprevedibili ma sistematiche. Non si tratta di fatalità: è il frutto di scelte politiche sbagliate e colpevoli. A questo disastro si aggiunge la responsabilità del governo Meloni, che continua a tollerare una sanità a due velocità, accettando che in Sicilia i diritti valgano meno che altrove. È inaccettabile che milioni di persone vengano trattate come cittadini di serie B, sacrificate sull’altare delle disuguaglianze territoriali. Se oggi il sistema sanitario siciliano non è già crollato definitivamente, lo si deve solo allo straordinario senso del dovere del personale medico, infermieristico e sanitario, costretto ogni giorno a lavorare in condizioni indegne, tappando le falle di un’organizzazione allo sbando. A loro va il mio ringraziamento e la mia solidarietà.
Ma il sacrificio degli operatori non può e non deve più coprire l’incapacità della politica. La sanità pubblica è un diritto costituzionale, non una concessione variabile in base al territorio. Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e scaricabarile istituzionali. Il governo nazionale intervenga immediatamente per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza anche ai cittadini siciliani, che stanno pagando queste discriminazioni con la propria salute e, troppo spesso, con la propria vita”. Lo scrive in una nota Ida Carmina, deputata siciliana del Movimento 5 Stelle.