GELA (CL) – SPARA AI CANI DELLA SUA EX. LNDC ANIMAL PROTECTION DENUNCIA: BASTA, PENE PIÙ

Ha fatto fuoco ferendo entrambi i cani, fortunatamente sopravvissuti, e mancando di poco la cugina della ragazza che si era affacciata per capire cosa stesse succedendo. L’uomo è stato poi arrestato e condotto in carcere. Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection: “Un caso esemplare di personalità pericolosa che rappresenta un pericolo per animali e persone. Le pene per i reati contro gli animali devono essere inasprite”

Caltanissetta, 21 novembre 2022 – Non accettava la fine della relazione con la sua, ormai ex, ragazza e per questo da tempo la perseguitava arrivando anche a prendersela con i suoi familiari. Ma la furia di questo 22enne non si è fermata qui: una settimana fa ha raggiunto l’abitazione della giovane e ha fatto fuoco contro i suoi cani, ferendoli entrambi. Sentendo gli spari, una cugina della ragazza si è affacciata dalla casa accanto e lui avrebbe fatto fuoco anche contro di lei, mancandola di pochi centimetri. Dopodiché si è dato alla fuga ma, ovviamente, è stato denunciato e rintracciato dopo poco tempo dai Carabinieri. Il gip, su richiesta della Procura di Gela, ha ora convalidato l’arresto e il ragazzo è stato condotto in prigione. 

“Lo diciamo da sempre: la violenza non fa distinzione tra persone e animali, ancora una volta ci troviamo di fronte a un episodio che conferma questa nostra affermazione”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questo giovane uomo, da quanto abbiamo appreso, si è dimostrato violento con la sua ex compagna, i suoi familiari e infine anche con i suoi cani. La cugina della ex è stata molto fortunata perché ha rischiato di essere ferita anche lei o addirittura uccisa, se i colpi fossero andati a segno. La violenza di questo tipo segue sempre un percorso di escalation che deve essere stroncato sul nascere.”

Ci siamo immediatamente messi in moto per denunciare il ragazzo per la tentata uccisione dei due cani. Per tale reato la pena prevista dalla legge va da quattro mesi a due anni di reclusione, diminuita da un terzo a due terzi, in quanto, fortunatamente, non è stato consumato il delitto di uccisione di animali. Questo caso, comunque, è l’esempio lampante di quanto queste pene siano inadeguate a punire in maniera corretta chi si macchia di questi reati. Per questo ribadiamo la necessità di inasprire le pene per i reati contro gli animali” conclude Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection.

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