I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal GIP di Genova per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di opere d’arte e ricettazione. Sono tuttora in corso decine di perquisizioni in varie città italiane.
I provvedimenti sono scaturiti da una complessa attività investigativa che ha consentito di deferire in stato di libertà quindici persone e di sequestrare 181 dipinti falsi, per un valore di mercato di circa dieci milioni di euro. E’ stato, inoltre, localizzato un laboratorio per la falsificazione delle opere d’arte. Nel corso delle indagini, è stata cristallizzata una struttura organizzata attraverso la quale gli indagati erano riusciti ad immettere, nei canali leciti del mercato dell’arte contemporanea, le opere d’arte contraffatte corredandole, in molti casi, di fraudolente certificazioni di autenticità.
I dipinti falsificati realizzati e commercializzati riguardavano principalmente De Chirico, Dorazio, Schifano, Angeli, Nitsch, Kounellis, Prini, Boetti, Calzolari, Vasarely, Mambor. Gli arrestati sono soprattutto operatori di settore, alcuni dei quali avevano conosciuto direttamente gli autori apprendendone le tecniche pittoriche e le modalità esecutive. La struttura associativa, infatti, disponendo anche di opere autentiche ha potuto realizzare, grazie all’abilità del falsario, le contraffazioni in grado di trarre in inganno numerosi esperti ed, in alcuni casi, addirittura le medesime fondazioni di riferimento degli artisti.
Nella perquisizione presso il laboratorio, individuato durante le attività investigative, è stato sequestrato copioso materiale idoneo alla riproduzione di soggetti tipici degli autori sopracitati, tra cui: mascherine, ritagli in carta, stoffa, matrici di lettere, numeri, simboli, timbri vari e non solo. E’ stato altresì rinvenuto un vero e proprio archivio, contenente varia documentazione (ritagli di giornali, articoli, cataloghi) e fogli di carta lucida con riprodotte le firme degli artisti. Questo materiale, infatti, era stato accumulato nel corso degli studi certosinamente condotti dagli indagati sulle tecniche di realizzazione delle opere e sui tratti delle firme degli autori. Il tutto, ovviamente, era finalizzato alla realizzazione dei falsi. Le operazioni, condotte dai militari del T.P.C. in coordinamento con i carabinieri dei Comandi Provinciali di Genova, Torino, Milano e Pavia, sono ancora in corso.