Il Muos sulla base realizzata da una ditta vicina a Cosa Nostra

Da un articolo di Alida Amico pubblicato da Centonove

Lo “scandalo” suscita non poco  imbarazzo. Ed è saltato fuori da un  sito online nazionale: il gigantesco basamento in cemento armato – su cui  saranno prossimamente  piazzati  i 3 mega radar del Muos (acronimo di Mobile User Obiectjve System) che consentiranno  al Pentagono di collegarsi con  tutti i reparti della Nato – lo starebbe  realizzando una ditta vicina a  Cosa Nostra. Una delle tre imprese, che ha già realizzato  i lavori di  movimento terra e gli sbancamenti  all’interno della base militare americana  di contrada Ulmo, fornendo anche  il cemento (si auspica non “depotenziato”), per la realizzazione (tutt’ora in corso) della mega piattaforma, è proprio  la Calcestruzzi Piazza. Che secondo gli inquirenti, sarebbe  un’impresa in odor di  mafia. I lavori per installare il Muos, erano iniziati alcuni mesi fa. Fortemente contestati dalla popolazione, per i rischi delle onde elettromagnetiche sulla salute dei 20 mila niscemesi. Alla testa della battaglia contro il Muos, il sindaco del Pd Giovanni Di Martino, che  ha già presentato ricorso al Tar (ed ultimamente anche al Cga), per bloccarne i lavori. Ma essendo  l’opera “coperta” dal segreto militare, non valgono le “regole” vigenti per gli appalti nostrani: a cominciare dalla certificazione antimafia ed i “protocolli” di legalità… 

Dalle numerose intercettazioni effettuate, emergerebbero  gli stretti rapporti del Piazza, con il boss niscemese Giancarlo Giugno…

La lettera della Presidenza. Intanto, tramite Cleo Li Calzi, responsabile dello staff del Presidente Lombardo, la Presidenza della Regione avrebbe sollecitato già lo scorso agosto – con una lettera inviata al Ministero della Difesa ed all’amministrazione americana – di applicare il “protocollo di legalità”. Soltanto a metà settembre, però, la Marina Usa avrebbe  deciso di uniformarsi  – pur non essendone obbligata – almeno formalmente, alla regole italiane, aderendo al protocollo di legalità…

Che prevede, tra l’altro, la segnalazione alla Prefettura competente ( in questo caso, quella di Caltanissetta),  dell’elenco delle 3 ditte che stanno lavorando all’interno della base Nato di Niscemi. Il ruolo del Prefetto.   E sulla Calcestruzzi di Piazza, gli investigatori nisseni, avrebbero già dato  il loro parere negativo, sulla concessione del certificato antimafia. Spetterà comunque alla Prefettura di Caltanissetta , adesso pronunciarsi. Ma il prefetto Umberto Guidato – interpellato da Centonove – al momento non intende rilasciare dichiarazioni. Un altro “no comment” anche da parte dello staff della Presidenza della Regione…

Intanto, il senatore del Pd Giuseppe Lumia, membro della Commissione nazionale Antimafia, anticipa una interrogazione in Parlamento. “E’ un fatto gravissimo – commenta Lumia – che ancora una volta non promuove le imprese sane, e lascia spazio alle infiltrazioni mafiose…

Una storia di mafia e cemento, che potrete leggere su Centonove…

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