Rigassificatore bifronte – Il letargo di D’Orsi

Questi i titoli dei due articoli di Alida Amico, sul rigassificatore di Porto Empedocle, pubblicati su Centonove di questa settimana

Rigassificatore bifronte

La decisione dei giudici del Consiglio di Stato, era attesa per martedì scorso 14 giugno. Ma l’udienza, dopo il  ricorso presentato dall’ Enel –  contro la sentenza emessa lo scorso 14 dicembre dal Tar del Lazio, che ha bocciato la realizzazione del Rigassificatore a Porto Empedocle , (accogliendo  le motivazioni del cartello del “no” e del Comune capoluogo) –  è stata rinviata al 19 luglio.

Il rinvio. L’avvocato Arnoldo Faro, che rappresenta il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, per un ritardo nella notifica degli atti, ha chiesto ed ottenuto il rinvio dell’udienza. Dove ribadirà tutte le contestazioni – già accolte dal Tar della capitale – al decreto regionale che autorizzava la realizzazione del  rigassificatore a Porto Empedocle…

”Sosterremo la conferma della sentenza del Tar – anticipa l’avvocatessa Daniela Ciancimino…

Il mancato invito del Comune di Agrigento alle conferenze di servizi – prosegui il legale – ha  determinato l’illegittimità della procedura seguita. Il progetto, non è stato sottoposto neanche al Vas, la Valutazione ambientale strategica…

Il “no” degli agrigentini. Già, perché il rigassificatore che l’Enel vorrebbe realizzare a Porto Empedocle – ad 1 km dalla Valle dei Templi, dichiarata dall’Unesco   Patrimonio dell’umanità  – gli agrigentini non lo vogliono. E l’hanno sempre osteggiato: con la petizione popolare  (oltre 7 mila firme),  ed una raffica  di ricorsi al Tar…

Alla vigilia dell’udienza davanti al Consiglio di Stato,  era  stata indetta una manifestazione dai 3 sindacati agrigentini (Cgil, Cisl e Uil), insieme  a Confindustria e Confartigianato,  davanti al Municipio del capoluogo. Regista dell’evento, Enel – Nuove Energie  ( la società che dovrebbe realizzare l’impianto).

Flop sit-in. Che venerdì 10 giugno, ha spedito da queste parti  – racconta chi c’era –  fotografi e addetti stampa, per reclamizzare  i “favorevoli” al Rigassificatore. Quattro gatti, venuti per lo più da fuori Agrigento, raccontano…

Una cinquantina di persone davanti al municipio…” racconta un impiegato comunale testimone della “parata” pro rigassificatore. Un drappello di  sindacalisti ed ex operai dell’Enel (provenienti  persino da  Termini Imerese e Messina)…

“Li abbiamo contati, erano in tutto 72 persone” chiosa Daniela (Ausilia ndr) Eccelso, vice segretaria provinciale,  nonché  esponente del comitato regionale di Idv. “Ma non c’erano gli agrigentini – chiosa – che hanno già  detto “no” al Rigassificatore, insieme ad i consigli comunali e provinciali”. Sindacalisti pro rigassificatore. Aldo Broccio, segretario provinciale della Uil, è invece  tra i favorevoli…

È  un’occasione di lavoro…

 Le ragioni di natura ambientalista e quelle catastrofiche – liquida il segretario della Uil  – non mi interessano…

E poi,  non volevamo fare una manifestazione   di massa:  sono venuti alcuni dei  nostri iscritti ed i  disoccupati, circa 200 persone…

Firetto contro Zambuto.  Il rigassificatore, spacca l’Udc agrigentina…

Lillo Firetto (sindaco di Porto Empedocle ndr), dipendete dell’Enel, nonché coordinatore provinciale del partito, viene  contestato, dal suo collega di partito, il sindaco del capoluogo…  

 “Ho sempre ritenuto che il nostro territorio non può avere una destinazione che non sia di natura turistica e culturale – chiosa Zambuto –  per la vicinanza al parco archeologico della Valle dei Templi  ed alla casa di Pirandello…

Rincara la dose, il suo vice sindaco, Massimo Muglia. “L’Enel – accusa – non ci ha fatto neanche  una  proposta per le compensazioni: sono venuti, invece, con intenti colonizzatori nella nostra città!”

Il “no”degli imprenditori turistici.  Contrario al rigassificatore, anche Gaetano Pendolino, presidente  del “Consorzio Valle dei Templi”, che mette insieme tutti gli operatori turistici agrigentini, ed ha già presentato ricorso al Tar…

Il dato occupazionale

A regime, saranno solo 70 le unità specializzate, che non saranno prese dal nostro territorio. Quanti ne porta, di solito, una struttura alberghiera di un centinaio di  camere” calcola Pendolino.. “Ma allora, vale la pena spendere 600 milioni di euro, per avere questi risultati occupazionali?”   

Il letargo di D’Orsi

Il  consiglio comunale di Agrigento, con un voto trasversale, ha bocciato giorni fa,  il passaggio del futuro metanodotto sul suo territorio. Un altro “no” al Rigassificatore, insomma. Mentre il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi (Mpa)  – più volte sollecitato dal consigliere provinciale della Destra Roberto Gallo, ad uniformarsi all’odg (contrario al Rigassificatore) votato l’anno scorso dalla maggioranza dal consiglio provinciale –  per tutta risposta ha revocato il mandato a costituirsi in giudizio, all’avvocato Giuseppe Aiello, alla vigilia dell’udienza davanti al Tar. E adesso, neanche fiata.

“Eppure, nelle 17 pagine della memoria del legale, mai depositate al Tar né al Consiglio di Stato, la Provincia di Agrigento, poteva risultare determinante nell’inficiare l’iter procedurale autorizzativo del Rigassificatore” denuncia Gian Joseph Morici…

 Da anni in prima fila per denunciare le tante “stranezze” che fanno da sfondo alla vicenda Rigassificatore   (Morici è già stato bersaglio, anche di minacce di morte), l’editore agrigentino (“lavalledeitempli.net”), ha inviato documentati dossier, sia alla Procura della Repubblica di Agrigento che alla Direzione distrettuale Antimafia di Palermo….

In una infuocata seduta del consiglio provinciale svoltasi nel 2009, Morici fece ascoltare pubblicamente le registrazioni di quanto riferitogli dall’ex comandante Trogu della Capitaneria di Porto Empedocle.  In cui gli raccontava che delle “27 prescrizioni” al progetto dell’impianto, non c’era più traccia. E gli riferiva di avere rinunciato a partecipare  alla Commissione regionale, per non sentirsi complice di una “porcata”. 

Solo che davanti ai giudici del Tribunale, dovrà comparire solo  Morici.  Per via di una denuncia per  diffamazione, a seguito della  pubblicazione di un articolo…

Si chiedeva se il Vito Aurelio Campanella, l’ingegnere trapanese progettista del Rigassificatore, fosse lo stesso professionista, tirato in ballo dal pentito di mafia Francesco Campanella, durante una delle sue deposizioni…

Nel corso della prima udienza, svoltasi  nei giorni scorsi al Tribunale di Agrigento, le parti in causa hanno presentato la lista dei testi: a favore dell’ingegnere trapanese, è stato citato don Luigi Ferlauto, direttore dell’Oasi di Troina. Mentre   l’editore  Morici, ha chiesto che venga sentito anche il pentito Francesco Campanella. Il dibattimento, che si preannuncia alquanto rovente, è stato rinviato al prossimo 20 giugno…

Sit-in fallimentari, ricorsi al Consiglio di Stato, posizioni in merito alla realizzazione dell’impianto e vicende giudiziarie, che potrete leggere su Centonove, che segue attentamente le vicende agrigentine.

Il settimanale, lo trovate già in edicola.

condividi su:

3 Responses to Rigassificatore bifronte – Il letargo di D’Orsi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *