I fedeli della Santa del 595° giorno

Una classe privilegiata quella dei giornalisti – quantomeno di quelli che scrivono – che a prescindere da possibili cause psicologiche, vascolari, endocrine o neurologiche, difficilmente potranno soffrire di impotentia erigendi.

A tutela della categoria, e a garantire l’esercizio della funzione dell’organo, la Santa del 595° giorno.
Inserita nel calendario del c.p. al 595° giorno al comma 3, Santa Diffamazione, fa sì che nessun giornalista che scrive debba mai soffrire dei sintomi ai quali vanno incontro tanti italiani.

Pare infatti che di disfunzione erettile soffrano in Italia circa 3 milioni di uomini, con una prevalenza globale del 13% (pari al 2% tra 18 e 34 anni e del 48% oltre i 70 anni), non appartenenti alla categoria dei giornalisti, né a quella degli editori.

A intercedere presso Santa Diffamazione, chiedendo la grazia per i suoi protetti, tantissimi fedeli tra i quali vanno annoverati politici, sindacalisti, uomini delle istituzioni, professionisti, e, a volte, anche uomini di fede.
E l’effetto benefico, si vede già fin dal primo mattino. Quando tra un caffè e un cornetto, si leggono le notizie, si sentono le chiacchiere al bar, si commentano gli ultimi avvenimenti di una città di zombie.

In qualsiasi paese civile, ma l’Italia non lo è più da un pezzo, quando sono in gioco responsabilità pubbliche e problemi di notevole rilevanza sociale, non dovrebbero esistere altari esenti da critica.

Processi degenerativi nei quali non val la pena di entrare nel merito, hanno portato il dibattito pubblico nelle aule giudiziarie, impegnando giudici e forze dell’ordine – a spese dei cittadini e a discapito di indagini e processi seri – a seguire i più disparati casi miracolosi di Santa Diffamazione.

Nonostante chi ricorra agli avvocati o ventila preventive iniziative giudiziarie – spesso senza rispondere nel merito alle critiche -, disponga di tutti i mezzi necessari per confutare le opposte tesi ricorrendo ai media o comunque restando all’interno dei civili e tradizionali luoghi del dibattito, le procure italiane sono sommerse da quintali di carte spesso inutili e destinate al cestino, ma solo dopo attenta valutazione con grande dispendio di risorse economiche ed umane.

Accade così che un monsignore chieda alla vittima di un prete pedofilo un congruo risarcimento danni all’immagine della Chiesa; che una sindacalista pur confermando la veridicità di una notizia affermi ‘sì, è vero, ma io vi querelo lo stesso…‘; che qualcun altro pretenda un’indagine degna dei migliori 007 della CIA, per accertare se sia vero o meno un fatto probabile e comunque insignificante.

Roba che neppure Andreotti pretese con la storia del famoso bacio a Riina. Ma Andreotti evidentemente non valeva quanto i nostri prodi. Grazie all’intercessione dei fedeli, la classe – che non è acqua, come quella di tanti altri – dei giornalisti è salva.

Un miracolo superiore all’effetto del Viagra, che, senza effetti collaterali, garantisce prestazioni da guinness dei primati. E pensare che ci si risparmia pure la mortificazione di entrare in farmacia…
Santa Diffamazione, se non ci fosse stata, sarebbe stato necessario inventarla…

Gian J. Morici

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