Assistenti alla Comunicazione Scolastica: la grande burla

Agrigento – La notizia è stata giustamente non data, quando si fa una brutta figura, tendenzialmente tutti minimizzano nella speranza che nessuno se ne accorga. Il dato di fatto è però che c’è molta attenzione rispetto l’assistenza scolastica e domiciliare a favore degli studenti sordi e ciechi, attenzione dovuta, considerate le vicende che hanno visto il settore turbato da delibere, licenziamenti di massa, ricorsi, ritardi e che adesso viene attivato da una nuova delibera a carattere provvisorio, in attesa di una sentenza del Tar Sicilia.

Dallo scorso anno scolastico, infatti, le assistenti alla comunicazione scolastica e domiciliare hanno cominciato a voler veder chiaro ciò che concerne la propria posizione contrattuale, le buste paghe, i diritti negati o violati e quant’altro interessa un lavoratore minimamente consapevole delle proprie competenze e della propria professionalità.

Di contro diversi familiari di bambini e ragazzi sordi e ciechi manifestavano la loro insoddisfazione verso il servizio offerto dalle cooperative sociali e i disservizi propinati, mentre altri lamentavano la mancanza di titoli e/o competenze adeguate all’incarico assunto da parte di alcune assistenti alla comunicazione. Vero? Non vero? Di certo da verificare. Solo che nessuno verifica. In effetti, la precarietà del settore è solo una delle facce della medaglia perché dall’altra parte c’è una sorta di “gestione familiare” in cui tutti possono fare tutto o, peggio ancora nel campo delle disabilità, non fare nulla.

In questa guerra ci sono gli innocenti: i bambini e i ragazzi gravemente penalizzati dalla mancanza di professionalità di alcuni e del disinteresse di quasi tutti gli altri.

Ma anche i lavoratori: precari invisibili, impiegati all’occorrenza e poi dimenticati, equiparati agli stagionali, con contratti capestro, con le richieste di dimissioni in sostituzione di un licenziamento illegittimo nel caso in cui venisse meno la disponibilità della famiglia, sempre con gli artigli in fuori per non perdere l’utente, sempre meno propensi a stimolare l’autonomia e più impegnati a creare rapporti di dipendenza ché perdere il lavoro non piace a nessuno. Tutto da verificare, certo, ma nessuno verifica.

A causa delle diatribe tra le cooperative e la Provincia i ragazzi iniziano l’anno scolastico senza adeguato supporto e le lavoratrici lo iniziano invece disoccupate e senza alcuna certezza per il futuro.

Finalmente giorno il 12 ottobre scorso, ad anno scolastico avviato, la Provincia Regionale di Agrigento partorisce l’avviso pubblico di accreditamento delle cooperative sociali che hanno interesse alla gestione dei servizi, in tale avviso si legge che tutte le figure professionali coinvolte balzano in avanti di un livello nell’inquadramento professionale.

Un paio di giorni dalla scadenza per la presentazione delle domande la stessa Provincia espone nel proprio sito un nel link da cui possono essere scaricati i documenti per l’accreditamento, un minuscolo “n.b.” in cui rende noto che:

“Si avverte che l’esatto inquadramento della figura di “ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE SCOLASTICA” risulta essere “D1 (e non D2 come indicato per un mero errore materiale di trascrizione).”

Di fatto l’Assistente alla Comunicazione scolastico non ha lo scatto di livello che hanno invece l’assistente domiciliare per sordi (da D a D2) l’assistente domiciliare per ciechi (da D a D2) l’Assistente Sociale (da D a D2) lo Psicologo e (da E a E2) mentre l’Assistente alla Comunicazione dell’équipe in caso di bambini o familiari segnanti (cat D) cambia profilo e diventa Interprete (cat. E2)

Che questo accada potrebbe anche avere senso ma, quanto meno, che non succeda che lo si debba scoprire quando ci si troverà in sede contrattuale con il datore di lavoro. Meglio e più corretto sarebbe stato un vero comunicato stampa da parte della Provincia Regionale di Agrigento con tanto di scuse alle Assistenti alla Comunicazione Scolastica di Agrigento magari anche spiegando come mai solo loro, tra tutti, cooperative incluse (che passano da cifre comprensive di spese generali e IVA se dovuta a cifre a cui vanno aggiunte spese generali e IVA se dovuta) come mai solo le assistenti alla comunicazione scolastica non godano di questo aumento di considerazione.

Ancora una volta, precari invisibili, lavoratrici che hanno iniziato da disoccupate e senza alcuna certezza per il futuro, scoprono l’ennesima beffa,

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Angela Candelaresi

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