“La scelta di Papa Leone XIV, primo Pontefice americano, di recarsi a Lampedusa proprio il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza e della libertà negli Stati Uniti, è un messaggio di straordinaria forza simbolica. Ha scelto la Porta d’Europa, il luogo dove una piccola comunità accoglie e salva uomini, donne e bambini di ogni popolo, lingua e religione, ricordando al mondo che davanti a chi rischia di morire non esistono confini: esistono esseri umani.

Da deputata del Movimento 5 Stelle e già sindaca di Porto Empedocle, territorio profondamente legato a Lampedusa nella solidarietà ai migranti, ho vissuto questa visita con profonda emozione. La nostra costa è il confine meridionale dell’Europa, ma soprattutto una frontiera di umanità.
Le parole del Santo Padre sono un richiamo forte alla politica. Ci invita a farci prossimi, come il Buon Samaritano. A Lampedusa il soccorso in mare è una necessità del cuore oltre che un dovere, nessuno può essere abbandonato tra le onde.
È altrettanto chiaro quando afferma che la remigrazione non è compatibile con una visione autenticamente cristiana.
Quando Papa Leone XIV dice che ‘i morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese sia di decisioni mancate’, indica con chiarezza le responsabilità dell’Europa e dei governi. Il Mediterraneo non può continuare a essere un mare di sangue. Servono politiche europee condivise che superino la logica dei muri e delle esternalizzazioni, contrastino i trafficanti di esseri umani e garantiscano accoglienza, integrazione e vie legali e sicure.
Lampedusa non può essere lasciata sola né trasformata nel recinto d’Europa. Il messaggio di Papa Leone XIV è un invito a costruire ponti e non muri, mettendo al centro la dignità della persona e la fratellanza universale.”