La deputata regionale presenta una nuova interrogazione per denunciare la sistematica sostituzione dei concorsi pubblici con procedure di mobilità e stabilizzazione, a discapito dei principi di trasparenza e pari opportunità.
Palermo, 04 luglio 2026 – La corsa ad ostacoli per diventare Dirigente Psicologo nel Servizio Sanitario Siciliano si infrange contro un muro amministrativo che sembra fatto apposta per escludere i nuovi professionisti. La deputata del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Valentina Chinnici, ha presentato una nuova e urgente interrogazione per fare luce sulle gravi criticità che stanno bloccando l’espletamento dei concorsi pubblici per titoli ed esami nelle Aziende Sanitarie Provinciali.
Nonostante le precedenti sollecitazioni della scrivente, rimaste inascoltate, la situazione si è ulteriormente aggravata. L’ASP di Catania ha prima revocato le procedure concorsuali già bandite a causa del “notevole lasso di tempo trascorso” e della necessità di una revisione delle dotazioni organiche, per poi, a pochi giorni di distanza, approvare una procedura riservata di stabilizzazione per n. 9 posti di Dirigente Psicologo, senza aver completato quella stessa ricognizione del fabbisogno indicata come presupposto necessario.
“La stabilizzazione è una misura straordinaria e importante, ma non deve rappresentare la scorciatoia per aggirare il principio costituzionale del concorso pubblico, che garantisce imparzialità e pari accesso all’impiego pubblico. Qui assistiamo a uno svuotamento sistematico delle procedure ordinarie”.
L’interrogazione mette in luce un quadro allarmante: nel 2022, l’ASP di Palermo ha espletato una mobilità volontaria per ben 28 posti di Dirigente Psicologo, dimostrando un fabbisogno enorme di personale specializzato. Tuttavia, questo fabbisogno non è stato colmato dai concorsi pubblici, ma da strumenti straordinari che, di fatto, escludono nuovi candidati e cristallizzano situazioni di precariato.
“Le criticità emerse nel corso degli Stati Generali della Salute Mentale in Sicilia sono la punta dell’iceberg”, aggiunge Chinnici. “Chiediamo conto al Governo regionale delle motivazioni di queste scelte. Vogliamo sapere perché si preferisce la mobilità ai concorsi, quanti posti siano rimasti vacanti e, soprattutto, se l’Assessorato sia disposto a intervenire per garantire che le assunzioni straordinarie non diventino l’unica regola”.