Ancora una volta Fratelli d’Italia dimostra come Turismo e Cultura vengano trattati alla stregua di un bancomat da cui drenare risorse economiche e quali strumenti utili solo a distribuire incarichi e poltrone senza alcun criterio di merito.
Sia il governo guidato da Giorgia Meloni che quello di Renato Schifani risultano ormai travolti da una sequenza ininterrotta di scandali.
Siamo arrivati al punto di non ritorno: dopo tre anni e mezzo di buio totale, il rinvio a giudizio per corruzione dell’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, rappresenta il momento del redderationem per l’intero governo di centrodestra della Regione Siciliana.
E non si tratta di un caso isolato. Al contrario, siamo di fronte a un vero e proprio sistema.
Non c’è solo il caso Amata – contro cui il M5S ha già presentato una mozione di censura a Sala d’Ercole – ma un susseguirsi continuo di vicende giudiziarie che coinvolgono membri del governo, parlamentari della maggioranza e persino il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno. La lista degli implicati è ormai lunghissima e non può più essere liquidata come una serie di episodi isolati.
A rendere il quadro ancora più grave si aggiunge la condanna a due anni e sei mesi della cosiddetta “compagna di merende” dell’assessora Amata, un fatto che getta ulteriori ombre su un sistema di relazioni opache e inquietanti.
Schifani non può più far finta di nulla. Deve trarne immediatamente le conseguenze.
Ci troviamo di fronte a un esecutivo debole, paralizzato, che nei primi quattro mesi dell’anno è riuscito a portare a casa appena due leggi, con un’Assemblea trasformata in un campo minato. Più che un governo, sembra un tiro al piccione continuo.
Ancora una volta emergono scandali legati a iniziative culturali e turistiche dietro cui si nascondono interessi di bottega e il solito, vergognoso do ut des clientelare. Tutto questo mentre i siciliani reclamano servizi essenziali: sanità funzionante, strade dignitose, lavoro e una pubblica amministrazione finalmente libera da logiche di potere e favoritismi.
È inaccettabile che un governatore come Schifani continui a mantenere deleghe fondamentali – come Famiglia e Funzione Pubblica – dopo aver revocato incarichi ad altri assessori non indagati, e allo stesso tempo abbia lasciato al suo posto l’assessora Amata, nonostante le gravi accuse a suo carico, ignorando il danno enorme arrecato all’immagine e all’economia della Sicilia.
Adesso basta.
I siciliani pretendono chiarezza, pretendono un governo credibile, trasparente e autorevole. Oggi, invece, ci troviamo davanti a un esecutivo delegittimato, logorato dagli scandali e incapace di governare.
Per questo il M5S chiede con forza le dimissioni immediate dell’assessora Amata e che il governo Schifani, ormai alla deriva, senza numeri e con esponenti continuamente coinvolti in vicende giudiziarie, si faccia da parte una volta per tutte, liberando la Sicilia da questo spettacolo indegno”