
(testo e foto di Diego Romeo)—Si era appena riaperto il sipario per i saluti di prammatica quando Marco Savatteri percorre di corsa la platea, balza sul palcoscenico e si genuflette dinanzi al suo straordinario ensemble di attori che avevano portato a termine uno spettacolo degno della piccola apoteosi che gli tributano gli applausi scroscianti degli spettatori. Uno fra tutti applaude più vigorosamente degli altri, è seduto poco distante dal nostro palchetto, è il collega Carmelo Sardo che applaude Chiara, sua figlia tra le protagoniste di questo musical “Camicette bianche”. In platea c’è anche l’arcivescovo Alessandro Damiano, c’è il segretario della CGIL Alfonso Buscemi, l’on. Pisano, non scorgiamo nessun rappresentante della CISL, speriamo che al Teatro Brancaccio di Roma ( dove lo spettacolo andrà in tour) ci sia il cislino Luigi Sbarra delegato per il SUD dalla premier Meloni. La sottolineiamo questa speranza perché “Camicette bianche” oltre a mettere una pietra tombale sull’american dream è un musical(già) blokbuster che non solo contraddice la ventilata e provata crisi del musical (come sintetizza Giò Di Tonno in una intervista) ma propone un esempio di “egemonia bipartisan” che dovrebbe prosciugare tutte le polemiche di parte e controparte che avvelenano questa nostra repubblichetta revisionista e sotto il tallone dell’autocrate d’oltre oceano.. Probabilmente l’ha scampata bella Marco Savatteri quando ha proposto in America questo suo spettacolo. Ricordo che gli hanno dato un riconoscimento e quando lo abbiamo appreso, Telamone.news titolò la notizia con un “speriamo che sia stata l’America migliore che abbiamo sempre stimato”. Tratto da un prezioso saggio della scrittrice licatese Ester Rizzo (collaborata dall’Archivio retto da Rossana Florio), “Camicette bianche” ha trovato in Marco Savatteri il cantore più appropriato. Tra gli artisti e operatori culturali siculi, Rizzo e Savatteri hanno in comune un talento che spesso altri monetizzano pro domo sua mentre qui ci troviamo dinanzi a due diffusori di luce conoscitiva che non serve a se stessa, non narcisistica ma che rende palpabile un problema inciso nel primo articolo della nostra Costituzione, spesso evasa e e interpretata con scioccante disinvoltura laddove sta scritto “l’Italia ripudia la guerra”. Che poi questo problema lavoro sia evaso dal “Triangle Shirtwait company” di New York nel 1910 o da Stellantis nel 2026 è la solita news che attraversa i secoli e dilania il tessuto sociale ancora oggi dove neanche una destra sedicente sociale riesce a dirimere. Ester Rizzo e Marco Savatteri testimoniano la loro presenza nel mondo, sul modo di starci per cambiare la struttura delle cose e il modo di essere percepite per rendere il mondo più vivibile. “Camicette bianche” non è decorativo, per questo auspichiamo che irrompa nella citata crisi del musical con la sua presenza incisiva. “Camicette bianche” non è una metafora come le architetture vanamente persuasive delle piattaforme digitali. Certo, le musiche scelte per la colonna sonora, le parole, le lacrime, i proverbi della nonna, rilasciano quella sufficiente dopamina per comprendere come mai il musical si apra con “Terra amara” di Modugno e si chiuda con “Vedrai , vedrai…” di Luigi Tenco, suicida a Sanremo. Note musicali che accompagnano il suicidio di Clotilde, combattiva sartina operaia di “Camicette bianche”. Eh, si! “Camicette bianche” è una tragedia. Ne tengano conto i politici e gli elettori che soffrono di attenzioni frammentate, ricompense intermittenti, negativi confronti sociali, carenti regolazioni emotive, dipendenza da ricompense. L’efficacia di questo musical non potrà essere limitata né transitoria.
IL LIBRO
Torna in libreria in una nuova edizione aggiornata “Camicette bianche”, primo e unico lavoro italiano dedicato al rogo della Triangle Waist di New York che diede origine alla Giornata Internazionale della Donna. Un lavoro certosino di restituzione di memoria e dignità alle donne morte in quella tragedia, un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria.
Furono 146 le vite spezzate nell’incendio della Triangle Waist il 25 Marzo 1911 a New York, tra cui 126 donne, e ben 38 italiane.
Con uno stile a metà tra saggio e narrazione e una cifra emozionale, “Camicette bianche. Oltre l’8 marzo” vuole ridare dignità a quelle morti, dando a ciascuna vittima un nome, un cognome e un storia da raccontare. Un testo che ci pone davanti allo scottante problema della sicurezza sul posto di lavoro e dei diritti dei lavoratori, e ci porta a riflettere sulla migrazione di ieri e di oggi. Un lavoro di recupero della memoria che l’autrice ha portato avanti per anni per la prima volta in Italia attraverso ricerche negli archivi e interviste ai discendenti delle vittime e che prosegue tutt’oggi: questa nuova edizione è infatti arricchita di ulteriori notizie sulle vittime, aggiornamenti e tre nuove identificazioni.A maggio 2014, in collaborazione con Toponomastica Femminile, è stata lanciata una petizione per esortare i sindaci dei paesi natali a ricordare pubblicamente le vittime che ha dato vita a ventisei intitolazioni in altrettanti comuni italiani. In otto anni il libro ha venduto oltre 15.000 copie, è stato trasposto in un musical e due canzoni e ha dato vita a ventisei intitolazioni di luoghi pubblici alle vittime. Torna in libreria in una nuova edizione aggiornata “Camicette bianche”, primo e unico lavoro italiano dedicato al rogo della Triangle Waist di New York che diede origine alla Giornata Internazionale della Donna. Furono 146 le vite spezzate nell’incendio della Triangle Waist il 25 Marzo 1911 a New York, tra cui 126 donne, e ben 38 italiane. Con uno stile a metà tra saggio e narrazione e una cifra emozionale, “Camicette bianche. Oltre l’8 marzo” vuole ridare dignità a quelle morti, dando a ciascuna vittima un nome, un cognome e un storia da raccontare. Un testo che ci pone davanti allo scottante problema della sicurezza sul posto di lavoro e dei diritti dei lavoratori, e ci porta a riflettere sulla migrazione di ieri e di oggi. Un lavoro di recupero della memoria che l’autrice ha portato avanti per anni per la prima volta in Italia attraverso ricerche negli archivi e interviste ai discendenti delle vittime e che prosegue tutt’oggi: questa nuova edizione è infatti arricchita di ulteriori notizie sulle vittime, aggiornamenti, tre nuove identificazioni e nuove intitolazioni nei comuni natali delle donne rimaste uccise. Prefazione di Giuseppina Tripodi.
“Camicette bianche” è anche la storia di una compagnia teatrale, di artisti siciliani che Savatteri ha aggregato per raccontare sul palco il Patrimonio Culturale dell’Italia nel mondo, attraverso una coinvolgente esperienza teatrale: “Questo progetto teatrale è una scommessa che punta sui giovani e sul Sud e vuole invertire la forza centrifuga che spinge i talenti e i cervelli a fuggire dal meridione, per produrre teatro e arte in Sicilia da esportare con orgoglio e fierezza. Tanti teatri italiani stanno rispondendo a questo appello, come il Teatro Pirandello di Agrigento e la realtà Enpi Entertainment, ma anche i prestigiosi, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro Brancaccio di Roma o lo storico Trianon Viviani di Napoli che hanno creduto in questa operazione”, racconta l’autore e regista Savatteri.
Trama.
Sicilia 1907. Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri, sogni, desideri, speranze. Giunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist Company, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore, come molti suoi conterranei, cade invece nella trappola della malavita italoamericana. Clotilde partecipa ad uno sciopero per i diritti delle donne e nel poco tempo libero frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo, ma sarà scoperto da Clotilde.
Ne segue una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà Salvatore al proprio destino e il 25 marzo del 1911, nei locali della fabbrica, scoppierà il famoso incendio in cui morirono centinaia di operaie (uno dei motivi per cui si celebra l’8 marzo nel mondo): Clotilde, intrappolata dal fuoco e in preda al panico, si lancerà dal decimo piano.
Camicette Bianche – il musical
Libretto, Drammaturgia e liriche: Marco Savatteri
dal libro di Ester Rizzo “Camicette bianche” [Navarra editore]
Arrangiamento e direzione cori: Giulia Marciante
In scena Martha Bellavia, Albachiara Borrelli, Ilaria Conte, Sharon Costanza, Martina Maria Di Caro, Mariachiara Di Giacomo, Giovanni Geraci, Toti Maria Geraci, Davide Maria Incandela, Gioele Rosario Incandela, Michele Iuliano, Giancarlo Latina, Gianleo Licata, Andrea Lo Piccolo, Giulia Marciante, Cristina Mazzaccaro, Chiara Ketty Sardo Cardalano, Chiara Scalici, Giovanni Strano, Giulia Tarantino.

con la partecipazione di Paride Benassai.
Orchestrazioni: Enrico Maria Fallea
Medley e canzoni originali: Marco Savatteri
Coreografie: Giovanni Geraci
Costumi: Valentina Pollicino
Scenografia: Valerio Vella
Assistente scenografie: Paolo Tuzzè
Proiezioni: Leonardo Bruno
Direzione di produzione: Claudia D’Agostino e Giuditta Bonelli
Assistenza produzione: Andrea Mongiello
Produzione: Savatteri Srls e Teatro Pirandello Agrigento