Da Palermo, parte una proposta di legge finalizzata alla promozione della cultura del rispetto, della legalità e della parità di genere, tra le principali sfide educative e sociali del Paese.

A proporla è il SIM Carabinieri, la sigla più rappresentativa dell’Arma nel territorio italiano, che ha trasmesso il progetto all’onorevole Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità alla Camera dei Deputati.
A ideare la proposta è stato il consigliere nazionale del SIM Carabinieri Igor Tullio, palermitano, con l’obiettivo di introdurre l’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza di genere nel sistema scolastico nazionale.
L’idea si inserisce nel solco dei principi introdotti dalla Legge 46 del 2022, che ha riconosciuto le APCSM – Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari – segnando una svolta nel processo di rappresentanza e partecipazione del personale militare e valorizzando, tra i propri principi, anche la promozione della parità di genere e dell’inclusione all’interno delle strutture rappresentative.
L’iniziativa si configura inoltre come un’evoluzione concreta del “Progetto Milena”, fortemente voluto dal presidente del SIM Carabinieri Giuseppe Bonadonna – anch’egli palermitano – nato con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura del rispetto, della tutela della donna e della sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e discriminazione.
La protagonista assoluta del progetto è la pugliese Filomena Di Gennaro, vittima di un tentato femminicidio, la cui testimonianza ha aiutato tantissime ragazze, orientandole anche a denunciare.
Proprio in questo quadro si colloca il ruolo del SIM Carabinieri, che intende contribuire al dibattito culturale e sociale del Paese, portando l’esperienza maturata nei contesti operativi e istituzionali: la proposta infatti nasce anche dall’osservazione diretta, da parte del personale dell’Arma dei Carabinieri, del fenomeno della violenza di genere, che continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali in atto.
L’Arma dei Carabinieri è da anni in prima linea nel contrasto attraverso attività di prevenzione, ascolto delle vittime, indagini e collaborazione con la magistratura.
Dall’esperienza concreta deriva la consapevolezza che le azioni di lotta alla violenza non possano essere soltanto repressive, ma debbano necessariamente partire dall’educazione e dalla formazione culturale delle nuove generazioni.
La proposta prevede l’inserimento dell’educazione alla parità di genere nell’ambito dell’educazione civica, senza incremento del monte ore scolastico e senza nuovi oneri per la finanza pubblica, attraverso percorsi dedicati al rispetto reciproco, alla prevenzione delle discriminazioni, all’educazione alle relazioni sane e alla prevenzione di tutte le forme di violenza.
È inoltre prevista la possibilità di collaborazioni tra istituzioni scolastiche, enti pubblici, progetti come quello del SIM, con centri antiviolenza e Forze dell’Ordine, in particolare Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, per rafforzare il legame tra istituzioni e territorio nella diffusione della cultura della legalità e della prevenzione.
“Chi opera ogni giorno sul territorio – dichiarano il presidente Giuseppe Bonadonna e il consigliere nazionale del SIM Carabinieri Igor Tullio, promotore dell’iniziativa – sa quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza si manifesti: la prevenzione passa dall’educazione e dalla formazione culturale”.
“Le APCSM, nel solco della Legge 46/2022 – aggiungono – possono e devono contribuire anche a questo processo di crescita sociale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata sul campo”.
Con l’iniziativa, il SIM Carabinieri conferma il proprio impegno nella promozione dei valori costituzionali, della dignità della persona e della cultura del rispetto, in continuità con la missione dell’Arma dei Carabinieri al servizio della collettività e nel percorso già avviato attraverso il “Progetto Milena”.