L’Organizzazione sottolinea che le cause sono da ricercarsi negli attacchi alle strutture sanitarie, i tagli agli aiuti, la disinformazione sui vaccini e le interruzioni dei sistemi sanitari. Necessari investimenti urgenti e sostenibili da parte di tutti i donatori e dei governi al fine di garantire i servizi sanitari essenziali e per aumentare i tassi di vaccinazioni
I casi di morbillo l’anno scorso sono aumentati di oltre il 25% nelle aree di conflitto[1]: gli attacchi alle strutture sanitarie, i tagli agli aiuti, la disinformazione sui vaccini e le interruzioni dei sistemi sanitari hanno contribuito ad aggravare la crisi. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
In vista della Settimana Mondiale delle vaccinazioni, in programma dal 24 al 30 aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede un impegno globale per garantire che i vaccini raggiungano le bambine e i bambini: solo nel corso di quest’anno sono stati già confermati oltre 14.360 casi di morbillo in 15 paesi in conflitto[2].
Dall’analisi di Save the Children emerge che 18 Paesi in conflitto hanno registrato oltre 74.340 casi di morbillo nel 2025, rispetto ai circa 57.800 dell’anno precedente, totalizzando il 30% dei casi di morbillo in tutto il mondo, risultano esposti in modo sproporzionato al rischio di un’epidemia[3]. Un bilancio che, secondo l’organizzazione, è destinato a essere ancora più grave, poiché la distruzione e il collasso dei sistemi sanitari portano a una massiccia sottostima dei contagi reali.[4].
Sebbene due dosi di un vaccino sicuro e altamente efficace garantiscano una protezione stimata al 97% contro le infezioni da morbillo, i progressi nei tassi di immunizzazione hanno subito una battuta d’arresto o un’inversione di tendenza in molti Paesi, sia quelli colpiti da conflitti che quelli non coinvolti, a causa dei tagli agli aiuti, della disinformazione sui vaccini e delle interruzioni nei sistemi sanitari e nell’erogazione dei servizi[5]. Da quando è stato introdotto, il vaccino contro il morbillo ha salvato milioni di vite in tutto il mondo, di cui quasi 20 milioni solo in Africa dal 2000[6].
In Sudan, tre anni di conflitto hanno devastato il sistema sanitario e interrotto le catene di approvvigionamento di vaccini e forniture mediche, alimentando continue epidemie di morbillo. I casi segnalati sono quintuplicati tra il 2024 e il 2025, raggiungendo quota 7.644, con oltre mille casi in più solo nelle prime dieci settimane di quest’anno[7].
In Nigeria, il conflitto si è combinato con interruzioni dei servizi sanitari, esaurimento delle scorte di vaccini, sfiducia di lunga data nei confronti dei vaccini e campagne di disinformazione, portando a uno dei numeri più alti di bambini non vaccinati al mondo secondo l’Onu[8].
Iya Saheed*, 32 anni, dello Stato di Lagos, aveva rifiutato le vaccinazioni infantili di routine per i suoi due figli, di 3 e 1 anno, a causa di una convinzione profondamente radicata nella sua famiglia secondo cui una speciale miscela a base di erbe somministrata ai neonati potesse proteggerli dalle malattie infantili. Dopo che gli operatori di Save the Children hanno spiegato a Iya Saheed come funzionano i vaccini e risposto alle sue preoccupazioni, ha deciso di far vaccinare i suoi figli. “Avrei dovuto farlo prima. Se l’operatore sanitario della comunità non fosse venuto a casa mia e non mi avesse istruita [sui vaccini], i miei figli forse sarebbero già morti”, ha raccontato. “Prima non avevo abbastanza coraggio per mostrare il libretto delle vaccinazioni dei miei figli, ma ora lo faccio con orgoglio.”
La Settimana Mondiale delle vaccinazioni, promossa dall’OMS, ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza vitale dei vaccini nella lotta contro le malattie.
“Sappiamo da decenni che le vaccinazioni sono fondamentali per salvare la vita dei bambini, quindi è estremamente preoccupante vedere che il morbillo, una malattia quasi interamente prevenibile con sole due dosi di un vaccino sicuro ed efficace, sta mettendo nuovamente a rischio la vita dei più piccoli. Mentre i casi sono in aumento in molte zone, le epidemie nei Paesi alle prese con conflitti sono particolarmente preoccupanti. In questi Paesi i sistemi sanitari sono spesso distrutti, l’immunità dei bambini è già indebolita da condizioni come la malnutrizione e le famiglie sono costrette ad abbandonare le loro case e non riescono ad accedere ai servizi sanitari di base. Tutto ciò rende i bambini ancora più vulnerabili a malattie come il morbillo. Senza vaccini salvavita, le epidemie continueranno a diffondersi, i reparti pediatrici continueranno a riempirsi e i bambini perderanno la vita. Abbiamo bisogno di investimenti urgenti e sostenibili da parte di tutti i donatori e dei governi al fine di garantire i servizi sanitari essenziali, specialmente nei Paesi colpiti da conflitti e crisi, e per aumentare i tassi di vaccinazione e proteggere le bambine e i bambini dalle malattie infettive” ha dichiarato Laura Cardinal, Responsabile per la salute di Save the Children.
Da oltre 30 anni, Save the Children lavora in tutto il mondo per aumentare l’accesso equo ai servizi di vaccinazione salvavita, in particolare in contesti umanitari, fragili e con bassa copertura vaccinale, dove i sistemi sanitari devono affrontare serie difficoltà. L’obiettivo dell’Organizzazione è raggiungere i bambini che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino e quelli con copertura vaccinale insufficiente, operando in collaborazione con i Ministeri della Salute e gli attori locali.
*I nomi sono stati cambiati per proteggere l’identità degli intervistati
[1] Save the Children ha confrontato i dati relativi al numero di casi confermati di morbillo provenienti dal dataset dell’OMS sui casi mensili provvisori di morbillo e rosolia, pubblicato ogni mese qui, esaminando il numero totale di casi nel 2024 (57.825 casi confermati) e nel 2025 (74.343) in 18 paesi in conflitto, calcolando l’aumento percentuale dei casi tra i due anni in questo gruppo di paesi (28,5%). L’elenco dei paesi in conflitto è stato determinato utilizzando la “Panoramica umanitaria globale (GHO) 2026” dell’OCHA delle Nazioni Unite, pubblicata nel 2025, che identifica i paesi in cui i conflitti in corso sono una causa di bisogni umanitari. I paesi in conflitto che hanno segnalato il maggior numero di casi confermati di morbillo nel 2025 includono: Yemen (32.448 casi), Nigeria (19.225), Sudan (7.644), Repubblica Democratica del Congo (4.320) e Camerun (4.139).
[2] Dati sui casi di morbillo forniti dall’OMS, Provisional Monthly Measles and Rubella Cases (Immunization Analysis and Insights), 15 aprile 2026. Tra i paesi in conflitto che hanno segnalato casi già nel 2026 figurano lo Yemen, il Camerun e il Sudan.
[3] Nel 2025 sono stati registrati 254.384 casi confermati di morbillo a livello mondiale, di cui 74.343 (29%) in paesi in conflitto. La popolazione totale di tutti i paesi che hanno segnalato casi confermati di morbillo nel 2025 è di circa 7,7 miliardi, di cui 804,7 milioni (10%) risiedono nei paesi in conflitto con casi confermati di morbillo. La popolazione infantile totale nei paesi che hanno segnalato casi di morbillo era di 2,3 miliardi, di cui 337,8 milioni (15%) in paesi colpiti da conflitti. Tutti i dati sulla popolazione sono tratti dalle Prospettive demografiche mondiali delle Nazioni Unite.
[4] Nel novembre 2025, l’OMS ha stimato che nel 2024 si fossero verificati in realtà 11 milioni di contagi (sulla base di dati modellizzati: Measles deaths down 88% since 2000, but cases surge), dimostrando che le stime dei casi effettivi sono molto più elevate rispetto al numero di casi confermati ogni anno a causa della mancata segnalazione.
[5] https://www.gavi.org/vaccineswork/vaccines-work-trust-makes-them-reach-every-child
[6] https://news.un.org/en/story/2026/04/1167307
[7] WHO, Provisional Monthly Measles and Rubella Cases, 15 April 2026
[8] https://www.gavi.org/vaccineswork/six-things-weve-learned-nigerias-efforts-reach-unimmunised Modulo congiunto OMS/UNICEF per la segnalazione dei dati sulle vaccinazioni (JRF), percentuale di bambini che hanno ricevuto 2 dosi di vaccino contro il morbillo nel 2024 (dati più recenti), https://immunizationdata.who.int