
Dall’ascesa del movimento MAGA ai dazi che colpiscono il Made in Italy: perché molti elettori sono disposti a danneggiare i propri interessi pur di non tradire il proprio leader messianico.
Il movimento MAGA e il fenomeno QAnon si sono trasformati in una sorta di religione moderna. Non ci sono chiese o preghiere, ma un leader che viene considerato infallibile, e se un giorno afferma una cosa e il giorno dopo il suo esatto contrario, i sostenitori non pensano a un errore o a una confusione, si convincono che faccia tutto parte di un piano segreto e geniale che solo lui può comprendere.

Durante i suoi comizi, Trump ha spesso alimentato l’idea di essere un leader investito di una missione superiore, arrivando a definirsi in passato come “il prescelto” e lasciando che la sua base più religiosa lo dipingesse come un difensore dei valori cristiani scelto direttamente dalla provvidenza.
Tra tappeti cerimoniali e telefoni criptati, lo Studio Ovale si è trasformato in una curiosa sala d’attesa celestiale, dove il Presidente ha cercato di trattare con Dio come con un broker di Wall Street, sperando che un po’ di incenso spirituale potesse profumare anche i suoi più terreni e spregiudicati affari.
Vedere in passato Trump agitare la Bibbia a favore di telecamera, o Salvini baciare il crocifisso, è stato come assistere a un bizzarro televoto della fede, dove il Vangelo è diventato un accessorio di scena usato per dare una spolverata di sacro a programmi politici decisamente profani.

La fiducia totale spegne la nostra capacità di analizzare i fatti in modo logico, poiché chi entra in questo meccanismo smette di guardare i dati reali e interpreta tutto attraverso la lente della fedeltà assoluta. In questo scenario, chiunque provi a far notare un errore non viene ascoltato, ma etichettato come un nemico o come qualcuno che è stato ingannato.
Questo comportamento somiglia molto a quello che accade in certi rapporti di coppia tossici. Immaginate una donna che scopre messaggi ambigui sul telefono del partner o lo vede rincasare tardi senza motivo. In una relazione sana scatterebbe un allarme, ma quando subentra la cecità dei sentimenti, la realtà viene deformata per proteggere l’immagine della persona amata. Lei non vede un tradimento, ma una serie di coincidenze che lui, abilmente, trasforma in prove di amore, e se lui sparisce, lei si convince che stia lavorando per il loro futuro; se è sfuggente, pensa che stia soffrendo e che solo lei possa salvarlo. Ogni prova viene neutralizzata, e se un’amica le mostra una foto compromettente, lei attacca l’amica accusandola di invidia.
Si preferisce vivere in una bugia rassicurante piuttosto che affrontare il dolore del crollo del proprio idolo. Si accettano le spiegazioni del partner come verità assolute, fino a perdere la propria dignità.

In Italia, l’innamoramento politico di alcuni leader verso Donald Trump ha generato un effetto simile sulla base elettorale. Molti politici nostrani non vedono in Trump un alleato strategico con cui trattare, ma un idolo da venerare, e questo spinge i sostenitori a sospendere ogni giudizio, trasformando il tifo in una devozione che ignora i danni concreti che le politiche americane possono causare al nostro Paese.
Il paradosso è che l’infedeltà di Trump verso gli alleati europei è scritta nei fatti. I suoi dazi e il suo protezionismo colpiscono direttamente le nostre esportazioni e la nostra economia, eppure, il seguace fedele non vede il danno al proprio portafoglio, ma solo la vittoria del proprio modello contro il “nemico” (una qualsiasi controparte politica), accettando di stare peggio pur di vedere trionfare il proprio leader.
È un atteggiamento che ricorda l’uomo che si castra da solo pur di fare un dispetto alla moglie. Per infliggere una sconfitta simbolica all’avversario politico locale, il sostenitore è disposto a subire pesanti conseguenze economiche. Non ci si chiede se un dazio sulle auto o sui prodotti alimentari distruggerà posti di lavoro in Italia; si festeggia l’aggressività del capo perché vendica le proprie frustrazioni. Un suicidio assistito, pur di non ammettere che siamo solo pedine sacrificabili.
Questo innamoramento politico ci porta a vivere in un paradosso pericoloso, facendoci seguire i modelli stranieri che, nei fatti, danneggiano la nostra economia con dazi e barriere, preferendo ignorare i danni al nostro portafoglio pur di celebrare la forza del leader di turno.
Da agnostico e lontano da ogni tifo calcistico o politico che sia, fatico a comprendere questa dimensione di fede cieca che scavalca l’interesse personale; eppure, pur da miscredente, trovo che non ci sia avvertimento più lucido di quello delle Scritture per descrivere chi sceglie di ignorare la realtà pur di non veder crollare il proprio idolo:
‘Hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono’
Gian J. Morici