
NEW YORK — Il Dipartimento di Giustizia ha diffuso venerdì un nuovo e consistente blocco di atti provenienti dalle indagini su Jeffrey Epstein. Questa operazione rientra nell’attuazione di una norma specifica finalizzata a far luce sulle informazioni in possesso delle autorità riguardo alle violenze perpetrate dal milionario su minori e ai suoi legami con personalità influenti.
Il materiale, ora consultabile online sul portale del ministero, comprende una parte degli oltre cinque milioni di pagine che non erano state incluse nel primo rilascio di documenti avvenuto lo scorso dicembre.
Tale divulgazione è regolata dall’Epstein Files Transparency Act, una legge approvata in seguito a forti sollecitazioni dell’opinione pubblica e del mondo politico per rendere accessibili i fascicoli relativi al finanziere e alla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell. Il Dipartimento di Giustizia non era riuscito a rispettare il termine del 19 dicembre imposto dal Congresso, giustificando il ritardo con la necessità di impiegare centinaia di legali per vagliare l’immensa mole di carte. L’obiettivo era quello di oscurare i dettagli sensibili per tutelare la riservatezza delle vittime. Il volume totale dei documenti da analizzare è arrivato a toccare i 5,2 milioni di fogli, includendo anche i duplicati.
Una prima parte di questo archivio, composta da decine di migliaia di pagine, era già stata resa nota poco prima delle festività natalizie. Tra foto, verbali e tabulati telefonici, molti contenuti erano però già noti o ampiamente censurati. In quel materiale comparivano piani di volo che confermavano i viaggi di Donald Trump sull’aereo di Epstein negli anni Novanta, prima della rottura dei loro rapporti, oltre a diverse immagini di Bill Clinton. Entrambi gli ex presidenti hanno sempre negato di essere a conoscenza delle condotte criminali del finanziere e non sono stati accusati formalmente di alcun reato.
Le pubblicazioni recenti includono anche le deposizioni di alcuni agenti dell’FBI davanti al gran giurì, in cui vengono riportati i racconti di ragazze che ricevevano denaro da Epstein in cambio di prestazioni sessuali. La vicenda giudiziaria principale di Epstein si interruppe nell’agosto 2019, quando l’uomo si tolse la vita in un carcere di New York poco dopo l’arresto per traffico sessuale. Già tra il 2008 e il 2009 il finanziere aveva scontato una condanna in Florida per sfruttamento della prostituzione minorile. Nonostante gli inquirenti avessero già allora prove pesanti sui suoi abusi a Palm Beach, un accordo con la procura federale gli permise di evitare accuse più gravi in cambio di un’ammissione di colpevolezza per reati minori.
Nel 2021, Ghislaine Maxwell è stata condannata a vent’anni di reclusione per aver aiutato Epstein a reclutare le vittime. La donna, che continua a proclamarsi innocente, si trova attualmente in un penitenziario del Texas.
Sebbene non ci siano state altre incriminazioni ufficiali, Virginia Roberts Giuffre, una delle vittime, ha citato in giudizio diverse figure di spicco, sostenendo di essere stata costretta ad avere rapporti con politici e imprenditori quando era ancora minorenne. Tutti i soggetti coinvolti hanno respinto le accuse. Tra i nomi citati figurava quello del principe Andrea d’Inghilterra. Sebbene il reale abbia sempre smentito i fatti, la vicenda ha portato alla perdita dei suoi titoli ufficiali e si è conclusa con un accordo economico extragiudiziale con la vittima. Virginia Giuffre è morta suicida lo scorso anno a 41 anni nella sua proprietà in Australia.