Palermo, 19/01/2026. “Le sentenze si rispettano, sempre. Tutte. Ma non tutte, è ovvio, sono condivisibili, e quella di Palermo che ha condannato la parrocchia di Palermo a risarcire i condomini del palazzo prospiciente l’oratorio perché infastiditi dai rumori e dalle voci dei ragazzi che giocavano mi lascia a dir poco interdetto. Altro che caciara, ce ne fossero di oratori sparsi per ogni dove, servirebbero non solo a tenere lontani i nostri bambini e i nostri ragazzi dai pericoli della strada, ma anche dalla minaccia dei social e dei telefonini, che, purtroppo, è ancora presa sottogamba”.
Lo afferma il deputato pediatra del M5S all’Ars Carlo Gilistro, primo firmatario della legge-voto approvata all’unanimità lo scorso febbraio dall’Ars che vieta l’uso dei cellulari ai bambini fino a cinque anni e ne regolamenta l’uso in maniera molto restrittiva in età successiva.
“Spero – dice Gilistro – che questa sentenza rimanga un caso isolato. Altro che sanzionare gli oratori, dovremmo incentivare la socializzazione dei ragazzi che sta scomparendo, non a caso gli hikikomori, cioè i segregati in casa che comunicano col mondo solo attraverso internet, stanno diventando un esercito, senza contare i danni che l’abuso dei social e dei cellulari provoca, e lo vedo ogni giorno sul campo, grazie alla mia professione di pediatra. Esperti di neuroscienze dicono che scrollare sui social danneggia le funzioni cerebrali molto più dell’alcol. Lo scrolling col tempo porta a stanchezza mentale e difficoltà di apprendimento. Per non parlare di tutti gli altri contraccolpi cui ormai assistiamo da tempo: ansia, crisi di panico, scoppi di rabbia improvvisa, svenimenti, disturbi del sonno e alterazione dell’umore, solo per citarne alcuni”.