Matteo cerca casa

Lo sapevo, già c’è chi pensa a un cambio di casacca da saltimbanco della politica, ma il Matteo nazionale – quello che cambia felpine più spesso di quanto non ci si cambi le mutande – è un uomo coerente.

Leghista è nato (o quasi) e leghista morirà (forse).

Diamogli però atto di aver asfaltato Cartesio con l’ultima pensata leghista con gli emendamenti per evitare di dare la cittadinanza ai  figli di immigrati nati o cresciuti in Italia.

Gli emendamenti allo “ius scholae” presentati dalla Lega, prevedono infatti che i candidati per diventare italiani debbano conoscere sagre, santi e tradizioni (chissà se è compresa la sagra del mojito del Papeete) e udite udite, conseguire almeno 90 su 100 alla maturità.

Chissà quanto ha dovuto pensare il Re del Papeete per arrivare a tanto, sicuramente molto più di Cartesio che diceva “Cogito, ergo sum” (Penso quindi sono).

Pensa, pensa, pensa, e forse ha pensato troppo, se è vero come si dice dalle mie parti che “chiu longa è a pinsata, chiù grossa è a minchi@t@” (per chi non conosce il siciliano se lo faccia tradurre).

Infatti, neppure Salvini ha ottenuto questi voti, avendo conseguito la maturità con 48/60.

Al Re del Papeete non resta che sperare che a nessun altro venga in mente di pensare così a lungo da proporre di togliere la cittadinanza italiana a quanti hanno conseguito la maturità con meno di 90/100, altrimenti – tra un mojito e l’altro – dovrà cercare casa in un altro paese, magari dal suo amico Putin dove potrà partecipare alla “Sagra della Vodka” e venerare San Vsevolod di Pskov.

Chiu longa è a pinsata, chiù grossa è a minchi@t@…

gjm

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