Procura nazionale Antimafia – Una candidatura a sorpresa: Marcello Viola

La notizia è di quelle che causeranno forse una sincope ad altri candidati che non avevano previsto questa candidatura a sorpresa nel momento in cui la giustizia italiana si trova a navigare nelle burrascose acque delle nomine ai vertici di importanti procure.

Sul fronte delle diatribe che vedono Roma caput mundi per la nomina di un nuovo procuratore che dovrebbe prendere il posto di Michele Prestipino Giarritta – nominato in maniera illegittima secondo sentenze del Tar e il pronunciamento del Consiglio di Stato – le attenzioni si rivolgono a Milano e alla Procura nazionale Antimafia.

Due gangli nevralgici del sistema giudiziario italiano.

Due poltrone ambitissime che vedrebbero in corsa candidati di tutto rispetto.

Fra i nove magistrati che hanno presentato domanda per la nomina del successore di Francesco Greco alla Procura di Milano, in pole Giuseppe Amato, Procuratore di Bologna, e Marcello Viola, Procuratore generale di Firenze.

Viola, che dopo essere stato “silurato” in maniera assai discutibile – e non siamo noi a dirlo ma le sentenze – dalla corsa alla Procura della città di Roma quando già ne era procuratore in pectore, aveva già rinunciato alla candidatura alla Procura generale di Palermo.

Su Roma siamo quasi al fotofinish, visto che il Consiglio Superiore della Magistratura, in maniera inaspettata e senza attendere l’esito del ricorso in Cassazione proposto dall’attuale Procuratore Prestipino, a giorni dovrebbe decidere il nome del nuovo procuratore.

La scelta dovrebbe ricadere su uno dei due candidati ricorrenti, il Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, e ancora una volta Marcello Viola che ha anche lui ottenuto due sentenze favorevoli dai giudici amministrativi e il pronunciamento favorevole da parte del Consiglio di Stato.

Voci di corridoio danno per probabile la nomina di Lo Voi.

Il procuratore di Palermo coltiva anche il sogno nel cassetto di diventare il successore di Federico Cafiero de Raho al vertice della Procura nazionale Antimafia, quando a febbraio del prossimo anno quest’ultimo dovrà lasciare la magistratura per sopraggiunti limiti di età.

Tra i candidati papabili si fa il nome del Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo. Altra candidatura quasi certa, quella del Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che già a marzo aveva annunciato questa possibile scelta.

Una corsa dunque al cardiopalmo, nella quale – secondo nostre fonti – si inserisce con certezza la variante a sorpresa di Marcello Viola.

Se Roma fu funestata dal Palamaragate, la cui fuga di notizie sembra avvenuta ad arte per “silurare” ingiustamente Viola che fu vittima delle manovre per la nomina alla successione di Pignatone (come afferma lo stesso Csm che lo definisce “parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri”), si troverà ancora una volta il “coraggio” di ostacolare la candidatura di un concorrente che l’ex consigliere del Csm Spina, nel corso di un’intercettazione, definiva come “l’unico non ricattabile”?

Dalla nomina alla Procura nazionale Antimafia e da quella di Roma, dipenderanno i giochi che a breve andranno ad aprirsi, come nel caso di Palermo dove non è improbabile che “san Giuseppe in Vaticano” realizzi il miracolo di una resurrezione piazzando un suo fedelissimo.

I criteri di valutazione dei candidati, ci insegna la storia, sono spesso cambiati in corso d’opera, appare dunque superfluo sottolineare come si renda necessaria una rivisitazione delle regole per l’assegnazione degli incarichi dirigenziali, che ponga fine al carrierismo sfrenato che ha portato a dinamiche che hanno finito con il minare la credibilità della magistratura.

Gian J. Morici

con la partecipazione di Massimo Martini

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