La FISAC sta organizzando una serie di Assemblee nei posti di lavoro per informare gli iscritti e i lavoratori del settore bancario degli effetti deleteri che si produrranno nel sistema delle relazioni sindacali allorquando si implementerà il provvedimento sulla produttività che è “inadeguato e sbagliato, nella forma e nella sostanza” e per questo il giudizio della Cgil è “negativo”.
Oggi alla Banca Intesa – S.Paolo nell’Assemblea, Calogero BORDENCA ha spiegato ed articolato il giudizio della FISAC CGIL ed ha illustrato le criticità del settore.
Era presente anche il Segretario Generale Massimo RASO che ha invitato i lavoratori ad “aprire gli occhi su un documento che nella forma riprende e addirittura peggiora i contenuti dell’accordo separato sulla produttività.
Nel dettaglio si osserva come il DPCM “cancelli, in via definitiva, qualsiasi riferimento a voci previste dai contratti nazionali di lavoro (turni, lavoro notturno, lavoro festivo e domenicale).
Voci che costituiscono prestazioni che incidono, più di altre, sulla produttività e sulla competitività delle imprese con il risultato di ridurre così le retribuzioni dei lavoratori interessati a queste prestazioni in quanto non più beneficiari della detassazione riconosciuta negli anni passati”.
Si introducono criteri davvero peggiorativi e pericolosi:
- quali la fungibilità delle mansioni (leggi demansionamento),
- l’impiego delle nuove tecnologie in rapporto alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori (leggi controllo a distanza) che possono al contrario deprimere la produttività perché peggiorano le condizioni di lavoro e i diritti delle persone”;
- Il sindacato punta inoltre il dito contro “l’altrettanto grave intervento sull’autonomia della contrattazione, e quindi sull’attuale previsione dei contratti nazionali, laddove il decreto prevede il criterio del non superamento delle due settimane di ferie consecutive e della programmazione non continuativa delle giornate residue per poter usufruire della detassazione.
L’unico aspetto “salvaguardato dal decreto” è per la Cgil “la conferma della detassazione sui premi di produttività che costituisce una prassi per larga parte della contrattazione svolta in questi ultimi ultimi anni”. Infine, per quanto riguarda gli importi, “se da una parte è stata recepita la richiesta dell’innalzamento a 40 mila euro del reddito di riferimento su cui agisce la detassazione, dall’altra è stato ridotto a 2.500 euro il tetto dei benefici per singolo lavoratore che negli anni passati era previsto fino a 6 mila e poi sceso a causa dei tagli intervenuti”. Per queste ragioni, quindi, conclude la nota Cgil, “il nostro giudizio sul decreto è negativo.
Si tratta ora di verificare nel rapporto con le controparti se esistono le condizioni concrete entro le quali la contrattazione collettiva può esercitare comunque una funzione positiva per affrontare il rapporto tra salari e produttività, in un quadro di corrette relazioni tra le parti.
La FISAC continuerà nelle prossime settimane questa azione di sensibilizzazione “affinchè tutti sappiano di cosa parliano e chiedano conto alle loro organizzazioni del perché hanno consentito una simile oscenità, che va nella direzione dello smantellamento del CCNL, alla fine della quale ci sono solo meno diritti e tutele per tutti e nessun rilancio del Paese e della sua Produttività!”
FISAC CGIL AGRIGENTO
Calogero BORDENCA