Campagna internazionale #StopRussiaNow

Oggi l’ambasciatore di Polonia Anna Maria Anders ha presentato a Roma la campagna internazionale #StopRussiaNow che mira a fermare le azioni della Russia introducendo ulteriori sanzioni, rapide e forti. Ne ha parlato questa mattina davanti al Colosseo dove, rivolgendosi all’opinione pubblica italiana, ha reso una dichiarazione che vi invitiamo ad ascoltare. Qui di seguito il link al video e il comunicato dell’Ambasciata.

La campagna #StopRussiaNow mette in evidenza le atrocità della guerra e le uccisioni barbare compiute dai soldati russi in Ucraina. I cartelloni posti su billboard mobili compariranno in molte città europee, tra cui Berlino e Parigi. Il 27 aprile vengono esibiti a Roma.

La grafica dei cartelloni chiede l’immediata cessazione dei crimini russi.

L’Occidente deve proseguire il suo impegno per porre fine alla tragedia del popolo ucraino che lotta contro la brutale aggressione della Russia. È proprio in questo quadro che il 23 aprile il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha lanciato la campagna #StopRussiaNow. Questa campagna internazionale promossa attraverso imponenti cartelloni mira a fermare le azioni della Russia introducendo ulteriori sanzioni, rapide e forti. Come ha sottolineato il capo del governo della Polonia la reazione agli eventi in Ucraina è un riflesso della nostra umanità. “La Germania, la Francia, l’Austria e l’Italia devono fare il più possibile per fermare la guerra e porre fine al finanziamento della macchina da guerra di Putin” – ha dichiarato.

Il primo ministro polacco ha anche detto che la Polonia ha finora donato all’Ucraina aiuti militari per un valore di circa 1,6 miliardi di euro.

Le sanzioni

Le sanzioni imposte finora alla Russia in seguito al suo attacco all’Ucraina non sono sufficienti e non stanno fermando l’aggressore. In effetti, l’economia russa non sta subendo gravi danni, almeno a breve termine. L’Ucraina, d’altra parte, ha bisogno di aiuto immediato per difendere la sua sovranità. Secondo il governo polacco, questo è il motivo per cui sono necessarie sanzioni schiaccianti, molto più forti di quelle che sono state imposte finora.

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