Uccisa Aliaa Magda el Mahdy?

La protesta di Aliaa Magda el Mahdy, studentessa egiziana che nel mese di ottobre del 2011 pubblicò sul suo blog una fotografia che la ritraeva completamente nuda, attirò l’attenzione di moltissimi media in tutto il mondo per l’audacia di una giovane donna che, pur di difendere la libertà delle donne del suo paese, stava mettendo a rischio la sua di libertà e la sua stessa vita.

Il suo gesto andava infatti contestualizzato in un paese dove prevale una struttura sociale maschilista, patriarcale e misogina, che, seppur culla del primo femminismo arabo e islamico, da anni risente di una forte islamizzazione, a tal punto che le donne stanno tornando ad usare abiti tradizionali (neqab, burqa e chador) che lasciano appena intravedere gli occhi. Diritti che sembravano ormai acquisiti, si stanno perdendo grazie ad un islamismo politico che rischia di riportare indietro la società. Sul sito della blogger egiziana, migliaia di piccoli uomini postarono messaggi d’insulti e di minacce.

I suoi account su Twitter e Facebook vennero presto chiusi e nonostante i diversi tentativi di raggiungere la blogger tramite email, non ci fu più modo di poterla contattare.

Leggendo il blog di Aliaa, non potei  fare a meno di notare come commenti critici o offensivi fossero stati scritti anche in lingua italiana.

“Segno di una cultura che non conosce confini geografici, o la mancanza di conoscenza di realtà diverse da quella nostra – scrissi allora -, che non ci permette di comprendere il significato e le conseguenze del gesto della giovane blogger.”

Aliaa era una ragazza che conduceva una vita normale. L’università, il ragazzo, i suoi sogni. Non certo una giovane donna di facili costumi, né una delle tante che farebbero qualsiasi cosa per un attimo di notorietà. Invitai dunque chiunque avesse voglia di postare commenti indecenti sul blog di Aliaa, a guardare le immagini che la ritraevano come una delle tante ragazze che incontriamo quotidianamente per strada, ricordando che quelle erano le immagini di una ragazza che pur di difendere un principio ne quale credeva, stava rischiando la vita.

Passò qualche settimana e qualche blog locale iniziò a pubblicare della presunta morte della blogger. Una notizia che non trovò riscontro in tutti quei media che avevano seguito la sua protesta. Intanto si susseguivano manifestazioni in favore della giovane Aliaa che rischiava il carcere per quel gesto. Donne di diversa nazionalità e artisti anche di fama, si fecero ritrarre nudi per protesta.

Continuai a seguire il blog di Aliaa, sul quale venivano pubblicati post e fotografie. Ma nessuna foto ritraeva più né Aliaa, né il suo ragazzo. Ho anche sperato che le poche notizie riferite alla morte della giovane, pubblicate come commento in qualche blog, fossero false. Una speranza che vacilla dinanzi quest’immagine e la somiglianza con la ragazza, l’impossibilità di contattarla e la mancanza di nuove foto sui blog.

Se così fosse, Aliaa avrebbe pagato con la vita quel momento di coraggio, o forse di pazzia, che non troveranno durante tutta la loro esistenza quei vermi che l’avevano insultata e minacciata. Nel vedere quest’ultima immagine della giovane egiziana, spero che possano rendersi conto di quanto valeva lei e di quanto poco valgono loro.

Gian J. Morici

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