Cantine Aperte 2012 – Visita al Feudo Arancio

Agrigento – Si è tenuta anche nell’agrigentino la manifestazione Cantine Aperte organizzata da Movimento Turismo Vino, che in tutta Italia vede la partecipazione di  circa 1.000 aziende socie.

 

Una giornata di festa alla quale hanno preso parte tantissimi giovani e intere famiglie, che, complici le belle giornate, decidono di partecipare ad un’iniziativa di cultura gastronomica, che trova sempre maggiori consensi e mira a coinvolgere anche altre nazioni.

 

Un’occasione per conoscere e degustare i vini – ma anche altri prodotti tipici della gastronomia locale -, le tecniche agricole e quelle della lavorazione dall’acino al prezioso nettare.

 

Questa ultima domenica di maggio, ci fa dimenticare una primavera anomala caratterizzata da temperature più basse di quelle a cui si è abituati in Sicilia. Una giornata splendida che promette bene fin dal nostro arrivo alle cantine Feudo Arancio (Sambuca di Sicilia – Agrigento).

 

Feudo Arancio conserva le caratteristiche del “baglio”  siciliano, distinguendosi però dagli altri per l’accuratezza dei particolari, per l’armonica bellezza e per la cura dedicata al verde che circonda la struttura.  Lo sguardo passa dai vigneti selezionati per singole qualità, al prato verde, al campo di lavanda antistante l’edificio.

 

Appena entrati nel giardino posto all’interno del fabbricato (curatissimo come le zone esterne), lo sguardo corre all’area buffet allestita dalle aziende che hanno aderito allo Slow Food Day 2012.

 

Una festa annuale che si svolge in tutta Italia, dedicata quest’anno al rapporto tra il cibo che consumiamo e i cambiamenti climatici.

 

Un invito a preferire il cibo locale e di stagione, evitando di incidere negativamente sul futuro del pianeta.

 

Il Mercato dei Viandanti e i Laboratori di degustazione sensoriali con i Prodotti dei Presidi Slow Food di Sciacca, rappresenta una vera delizia per il palato. Olii e formaggi su larghe fette di pane (tra cui il particolare e gustosissimo pane nero di Castelvetrano, cotto esclusivamente nei forni a legna e prodotto con grani siciliani macinati a pietra), mentre acciughe con olio e arance si offrono ai palati più raffinati.

 

Nonostante l’ora, gli ottimi vini della Cantina Feudo Arancio accompagnano piacevolmente i prodotti della gastronomia locale.

Un tripudio di bianchi e rossi (Chardonnay, Grillo, Inzolia, Nero d’Avola, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon), sapientemente abbinati ai cibi.

 

A chiudere la degustazione, la Cuddrireddra di Delia, un dolce dalla forma di coroncina, frutto di una complessa e antica lavorazione (preparato con farina di grano duro, zucchero, cannella, uova e scorza d’arancia), le cui origini si fanno risalire alla tradizione di omaggiare le castellane che vivevano a Delia durante la guerra dei Vespri Siciliani (1282-1302) nella fortezza medioevale che sovrasta la cittadina.

Un fine pasto raffinato, accompagnato dall’ottimo vino da dessert del Feudo Arancio.

 

Ad accompagnarci nel corso della visita alla cantina, Andrea Pizzo, addetto alle pubbliche relazioni, che illustra i metodi di coltivazione e vinificazione.

 

Fin dalla sua creazione – come si apprende anche dal sito web della cantina -, Feudo Arancio ha avuto a cuore il rispetto dell’ambiente. La riduzione dei trattamenti chimici con l’introduzione nel vigneto di insetti positivi; il ricorso all’inerbimento che permette di salvaguardare i terreni dall’erosione; l’interramento di piante azotanti, hanno permesso di ridurre l’uso di fertilizzanti.

Una cantina che oggi produce sei milioni di bottiglie, esportate in diverse nazioni del mondo. La vinificazione prevalentemente in acciaio, integrata da una più piccola percentuale in barrique, rende il prodotto ben accetto anche al gusto internazionale, ma che mantiene il gusto ricco e morbido dei vini siciliani.

Una bella giornata immersi tra i sapori della cultura enogastronomica siciliana, in un ambiente elegante ricavato all’interno della tradizionale struttura del baglio siciliano, posto al centro di una rigogliosa campagna quasi incontaminata.

 

Un’area scelta anche dalle cicogne che qui vengono a nidificare.

Gjm

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