Studenti disabili. La Provincia è latitante. Arrivano i volontari

Quando lo Stato è latitante, arrivano loro. Sono i volontari. Quelli dell’associazione agrigentina “Vedere voci” hanno compiti molto importanti. In questi giorni vanno nelle scuole per assistere i bambini disabili sensoriali. Il servizio scolastico e domiciliare per ragazzi non udenti e ipovedenti, che dovrebbe partire ogni sin dall’inizio dell’anno scolastico, non ha ancora preso l’avvio. L’assessorato provinciale alla solidarietà sociale non lo ha ancora affidato alle cooperative accreditate. Non hanno neppure stabilito quali sono tali cooperative né c’è il bando. Insomma della sorte di questi bambini che subito e prima degli altri dovrebbero avere dallo Stato tutto l’aiuto necessario, ben poco si interessano quei politici nostrani che a parole assicurano assistenza e solidarietà ai più deboli. Probabilmente perché questi bambini non votano. E così quando lo stato è latitante arriva la società civile,arrivano i volontari nelle scuole e vi rimarranno sin quando la Provincia non si degnerà di assicurare agli studenti disabili il servizio. “Siamo una trentina di volontari, pedagogisti, assistenti sociali, psicologi, interpreti del linguaggio dei segni. Da alcuni anni, avendo verificato che i bambini disabili rimangono per diversi mesi senza assistenza a scuola, abbiamo deciso di dare una mano gratuitamente, perché siamo consapevoli dei disagi che vivono i ragazzi”, dice Antonella Capraro presidente dell’associazione “Vedere voci”, interprete dei segni, iscritta da 17 anni nell’albo nazionale, con una lunga esperienza nel campo anche per il fatto di avere dei parenti non udenti. “Il nostro intervento è ben accolto nella maggior parte delle scuole – aggiunge la presidente Capraro – Noi ci siamo durante la settimana quando l’insegnante di sostegno non c’è perché ha completato le ore per cui viene impegnata”. Silvia Ferrotti, di vent’anni, di Agrigento, è volontaria presso all’Itc Sciascia del capoluogo. Assiste una ragazza che frequenta il terzo anno. Silvia è un mediatore linguistico, facilita cioè la comunicazione tra la ragazza e il gruppo classe e i docenti. “Si tratta di una ragazza che non conosce il linguaggio dei segni, ma vuole apprenderlo. Sono alla mia seconda esperienza di volontariato e per me è diventata irrinunciabile perché mi arricchisce molto; do un po’ di me agli altri, in modo concreto e utile”, dice Silvia. Ma c’e anche chi fa volontariato a domicilio, come Angela Candelaresi, agrigentina, “Aiuto a casa una ragazza non udente da tre anni. Vado da lei ogni giorno, tranne la domenica, per due o quattro ore pomeridiane. E’ una studentessa non udente che frequenta le superiori e l’aiuto a fare i compi. Anche in estate la seguo perché uno dei problemi della disabilità sensoriale e la difficoltà di memoria, perché hanno un tipo di apprendimento diverso che non viene rispettato nelle scuole. Per me questa è un’esperienza che mi dona una crescita continua – spiega Angela – Quando riesci a garantire ad una persona dei diritti che le sono negati e lo fai con un intervento gratuito, hai una grande sensazione di stare facendo qualcosa di importante, di serio per qualcuno, dandogli qualcosa che resta nel tempo. Faccio volontariato praticamente da quando ero bambina. Ho iniziato in parrocchia. E’ diventata così una parte della mia vita, una caratteristica fondamentale della mia personalità. Ho voluto specializzarmi per dare di più e mi sono coinvolta nell’associazione Vedere le voci”.

Nella foto sa sinistra: silvia ferrotti, , antonella sicurello, francesca grech, stefania pieretti, lina proietto, alessandra carnabuci, giovanni micciché, antonella capraro (Presidente), sutera sardo sonia, caramazza elvira, angela candelaresi (direttore tecnico)

Elio Di Bella

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