Consiglio Provinciale: interrogazioni sul rigassificatore e tensioni in aula

Si è svolto questa sera il Consiglio Provinciale durante il quale il Presidente D’Orsi avrebbe dovuto rispondere, tra l’altro, alle interrogazioni presentate dai Consiglieri Roberto Gallo, Guarraci, Avarello e Spoto, relative alla revoca della nomina dell’Avvocato Aiello, che avrebbe dovuto rappresentare la Provincia dinanzi al TAR del Lazio, in merito alla vicenda che riguarda la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle.

Presenti, oltre ai Consiglieri e Assessori della nuova Giunta D’Orsi, parecchi rappresentanti di associazioni e politici aderenti al “Comitato No Rigassificatore”.

Grande assente, il padrone di casa, Eugenio D’Orsi, che per sopraggiunti impegni istituzionali ha delegato a rispondere alle interrogazioni di cui sopra, il neo Assessore Tuzzolino che, com’è ovvio, non poteva avere conoscenza diretta dei fatti, né aveva avuto modo di approfondirne aspetti cruciali ai quali solo il Presidente D’Orsi avrebbe potuto rispondere.

In grande difficoltà il Presidente del Consiglio, Buscemi, che fin dall’inizio non è riuscito a mantenere l’ordine nel corso della seduta, richiamando più volte i Consiglieri e il pubblico (che comunque non disturbava i lavori), chiedendo silenzio e maggior rispetto per Consiglieri impegnati negli interventi.

Primo intervento in merito alle interrogazioni sul rigassificatore, quello del Consigliere Roberto Gallo, che ha ricordato il pronunciamento del Consiglio Provinciale nella seduta dell’ottobre 2009, contro la realizzazione dell’opera, al quale avrebbero dovuto far seguito atti consequenziali.

Parole forti quelle pronunciate da Gallo, in riferimento al “colpo di scena” della revoca del mandato al legale, appena 48 ore prima dell’udienza dinanzi al Tar, il quale ha anche evidenziato come avrebbe preferito che a rispondere alle interrogazioni fosse D’Orsi e non l’Assessore Tuzzolino.

Intervento successivo del Consigliere Spoto, che parlando a nome proprio e per conto anche del Consigliere Avarello, nel precisare che anche lui avrebbe preferito che a rispondere alle domande fosse D’Orsi, ha ribadito la necessità che venissero spiegati i motivi della revoca, chiedendo se non si ritenesse opportuno far sì che la Provincia si costituisca per la prossima udienza fissata per il mese di ottobre.

Molto infastidito è apparso il Presidente del Consiglio Buscemi, allorquando il pubblico presente, ha applaudito ai Consiglieri susseguitisi negli interventi, mostrando delle locandine-vignetta, con la scritta “No Rigassificatore”.

Prima che potesse intervenire il Consigliere Guarraci, la cui interrogazione molto precisa in merito agli ultimi fatti accaduti e alle sconcertanti dichiarazioni di D’Orsi, avrebbe potuto mettere in seria difficoltà un interlocutore impreparato, chiamato a rappresentare il presidente assente – che sarebbe stata l’unica persona in grado di rispondere alle domande – l’Assessore Ragusa, ha chiesto se non fosse il caso di rinviare la seduta.

Vista l’atmosfera tesa e le difficoltà del Buscemi a far tornare la calma all’interno dell’aula Giglia, il presidente del Consiglio ha preferito concedere una pausa di mezzora.

Pausa che protrattasi per un’ora, ha visto presenti all’appello finale il Presidente del Consiglio Buscemi, i Consiglieri Guarraci, D’Angelo, Tavormina, La Porta, Roberto Gallo, oltre ai dipendenti della Provincia, alle guardie provinciali e un altro paio di rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno aspettato la chiusura della seduta prima di abbandonare l’aula.

Consiglio Provinciale dunque rinviato, per mancanza di numero legale, alla data di domani 1° settembre.

Sarà presente in aula domani il Presidente D’Orsi?

Cosa risponderà in merito ai motivi che hanno portato alla revoca della nomina dell’avvocato Aiello?

Come giustificherà le tante discrasie delle sue affermazioni e quelle tra le stesse e le memorie costitutive redatte dall’avvocato Aiello?

Mentre qualche Consigliere in aula ricordava come la vicenda rigassificatore sia stata oggetto di più esposti presentati all’Autorità Giudiziaria, i ben informati sostengono che D’Orsi è deciso a non far costituire la Provincia dinanzi al TAR-Lazio.

Troverà una spiegazione valida a tanta ostinatezza?

Quel che è certo, il fatto che l’atteggiamento del Presidente D’Orsi non tiene in considerazione alcuna il pronunciamento del Consiglio Provinciale, né l’interesse della Provincia Regionale di Agrigento, che, in ultima analisi, costituendosi, avrebbe potuto quantomeno trarne benefici di carattere economico.

Se è pur vero che cambi di rotta sono avvenuti a livello regionale, con il Governatore Lombardo e l’Assessore al Territorio e Ambiente Di Mauro, che, come folgorati sulla via di Damasco, da assolutamente contrari alla realizzazione del rigassificatore sono diventati rigassificatoristi convinti ((potenza della Fede), è altrettanto vero il fatto che la Regione ne trae benefici, mentre stranamente, una delle province più povere d’Italia, rinuncia a quelli che avrebbe potuto ricavarne.

Sa Francesco, forse non nacque ad Assisi ma a Palma di Montechiaro e, chissà, forse fu un lontano parente del nostro presidente della Provincia, che è tanto prodigo nell’elargire i pochi beni di cui di dispone il nostro territorio.

Bontà Sua….

Gian J. Morici

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