Articoli di Alida Amico
Moncada, vento contrario
Il re dell’eolico rinuncia a candidarsi a sindaco. E spiega il perchè
AGRIGENTO.Dopo essere partito in quarta, si è tirato fuori dalla corsa. Solo 3 mesi fa, l’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada- titolare della omonima Energy Group, colosso dell’eolico e del fotovoltaico – aveva presentato la sua fondazione “Agire Insieme” al cinema Ariston di Agrigento. Il “laboratorio di idee e di progettualità” per aree tematiche – al cui atto costitutivo, in presenza del notaio, aveva staccato un assegno di 100 mila euro lasciava intendere una possibile sua candidatura a sindaco. Poi, la brusca retromarcia, con la rinuncia. E qualche considerazione al vetriolo, rilasciata ad una emittente locale: «Fare il sindaco significherebbe fare compromessi con una classe politica che non ha a cuore il bene della città e con esponenti politici dei quali non ho assolutamente stima ed ai quali non voglio neanche sedere a fianco». Con un pesante j’accuse alla “casta” locale: «Agrigento ha circa 2 mila persone che campano sulle spalle degli altri 54 mila, e sono sempre gli stessi».
Moncada, La sua ritirata, è dunque senza appello?
«Tassativa! Io un lavoro ce l’ho già, non faccio parte della schiera di chi fa politica per averlo. La mia “provocazione” ragionata di candidarmi, nasceva semmai dal disagio di dover vivere in una città che, anziché andare avanti, va sempre più indietro.
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Innovazione a Palermo
L’area del Pd che fa capo a Cardinale e Genovese spariglia le candidature
PALERMO.Il “nodo” resta ancora irrisolto. E potrebbe fare saltare anche le prossime primarie per la designazione del futuro candidato sindaco. Una parte del Pd, l’area di Innovazione, capeggiata daFrancantonio Genovesee Salvatore Cardinale, starebbe continuando ilpressing nei confronti del senatoreGiuseppe Lumia, per una discesa in campo alle “primarie”. La sua candidatura sarebbe in contrapposizione a quella diRita Borsellino, la candidata ufficiale dei vertici del Pd nazionale (Bersani) e regionale(Lupo). Lumia avrebbe invece come sponsor, oltre il capogruppo all’ArsAntonello Cracolici, anche l’area di “Innovazione”: cioè la fetta del partito che detiene la quota di maggioranza nel Pd siciliano, e non intende avallare la lineaoff limits nei confronti del terzo polo, incarnata dall’europarlamentare e dal cartello “Per Palermo è ora” che la sostiene. Insomma, la fotografia è di un Pd al momento in ambasce. Con una parte non indifferente che punterebbe ad una intesa a 360 gradi – dal capoluogo fino a Palazzo d’Orleans – con i moderati ed autonomisti del Mpa. Lumia, al momento, non scioglie però la “riserva”.
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Gela, provincia addio
L’Assemblea boccia la proposta di legge popolare sull’istituzione
PALERMO.Stop alla proposta di legge che prevedeva la nascita della decima provincia siciliana. Il voto dell’Ars ha cancellato con un colpo di spugna il primo disegno di legge di iniziativa popolare made in Sicilia, sottoscritto da 18.652firme raccolte per lo più nella quinta città dell’isola (ma anche a Mazzarino, Niscemi, Butera, Licata , Piazza Armerina). L’Aula ha infatti approvato la proposta della prima commissione Affari istituzionali, di non procedere all’esame degli articoli del testo di legge. Una precedente bocciatura, infatti, era arrivata già lo scorso 29 novembre, dalla stessa commissione dell’Ars (astenuti Speziale, Maira e Torregrossa). Che bollò il disegno di legge numero 611 come “improponibile”. «Nel momento in cui è vivo ed aperto il dibattito istituzionale sul processo riformatore – ha esordito in Aula il presidente della commissione Riccardo Minardodel Mpa – tendente alla soppressione degli enti intermedi, al fine di ridurre i costi dell’apparato pubblico, risulta essere non conforme il perseguimento dei predetti obiettivi».
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