Dall’esperienza quotidiana nell’insegnamento nascono due prontuari illustrati di fisica e chimica, pensati per ritrovare rapidamente regole, formule e procedimenti. Ne parliamo con Simona Mazza, giornalista, scrittrice e tutor specializzata nella didattica per studenti con DSA, ADHD e bisogni educativi speciali.
di Gian J. Morici

Avevamo già incontrato Simona Mazza in occasione della presentazione di Impara Smart, la collana didattica che ha ideato attingendo alla sua esperienza di tutor con studenti di diverse età, molti dei quali con disturbi specifici dell’apprendimento, ADHD e altri profili di neurodivergenza.
Un progetto cresciuto attraverso manuali dedicati all’italiano, al latino, al greco, all’inglese, al francese e allo spagnolo, ai quali si è aggiunto Matematicissima, con 120 trucchi e strategie per rendere più comprensibili calcoli e procedimenti matematici.
Ora l’autrice si misura con le discipline scientifiche attraverso una formula editoriale differente. Sono nati i primi due volumi di Atlante Impara Smart, dedicati alla fisica e alla chimica, mentre quelli di matematica e geometria sono già in preparazione. L’idea è raccogliere in schede illustrate le conoscenze essenziali da recuperare all’occorrenza, proprio come si consulta un dizionario quando sfugge il significato di una parola.
Simona, dopo una serie di manuali dedicati soprattutto alle lingue e alla grammatica, adesso arrivano fisica e chimica. Da dove nasce questa scelta?
Da una situazione che mi capita continuamente durante le lezioni. Un ragazzo sta svolgendo un esercizio, ha capito il ragionamento, ma a un certo punto si ferma perché ha dimenticato una formula o confonde il significato di due simboli.
Comincia allora a cercare sul libro, sfoglia gli appunti, magari trova una spiegazione lunghissima quando gli servirebbe soltanto recuperare quella particolare regola. E intanto perde la concentrazione.
Mi sono chiesta quante volte succeda anche a noi adulti. Pensiamo di conoscere un argomento, poi arriva il momento di utilizzarlo e ci accorgiamo che ci manca proprio quel dettaglio.
L’Atlante è nato così, dal desiderio di avere accanto al manuale scolastico un prontuario da aprire al momento opportuno.
Una sorta di pronto soccorso per le dimenticanze scolastiche?
In un certo senso sì, anche se naturalmente l’emergenza è relativa! Quando hai davanti un problema di fisica e ti sfugge una formula, però, quella dimenticanza può diventare un ostacolo abbastanza serio.
L’idea è molto semplice. Cerchi l’argomento e trovi una scheda con la definizione, la regola, i simboli e una spiegazione essenziale. Dove occorre, ci sono esempi che mostrano come applicare concretamente ciò che hai appena richiamato.
Per me era importante soprattutto questo, permettere allo studente di ritrovare il filo del ragionamento, senza dover ricominciare ogni volta da capo.
In che cosa l’Atlante si distingue dai manuali tradizionali della collana Impara Smart?
I manuali sono costruiti per accompagnare lo studente nella comprensione progressiva di una materia. Partono dalle basi e sviluppano gli argomenti attraverso spiegazioni, esempi ed esercizi.
L’Atlante ha una funzione diversa. È un repertorio di consultazione, organizzato per consentire un accesso rapido alle informazioni.
Facciamo un esempio. Se sto affrontando un esercizio sulla seconda legge di Newton, posso recuperare immediatamente la formula F = m × a e ricordare che cosa rappresentano le lettere, quali unità di misura devo utilizzare e come impostare il calcolo.
In chimica il discorso diventa ancora più interessante, perché bisogna spesso ricordare nomenclature, simboli degli elementi, formule e procedimenti. Sono informazioni che richiedono precisione e che possono sfuggire anche a chi ha studiato con attenzione.
Ho voluto concentrare questi richiami in uno strumento pratico, che lo studente possa utilizzare durante il proprio percorso scolastico.
L’organizzazione visiva ha un ruolo importante. È una scelta legata alla tua esperienza con ragazzi con DSA e ADHD?
Certamente. Quando lavori con studenti che hanno difficoltà di attenzione, memoria di lavoro oppure organizzazione delle informazioni, impari a osservare con particolare cura il modo in cui presenti un argomento.
A volte una spiegazione è corretta, ma la sua disposizione sulla pagina rende difficile individuare ciò che serve. Per questo ho cercato di dare alle schede una struttura riconoscibile, con formule evidenziate, simboli spiegati, tabelle, mappe e illustrazioni funzionali alla comprensione.
Anche il colore viene utilizzato per distinguere le informazioni e aiutare a ritrovarle.
Mi interessava una grafica piacevole, adatta anche ai ragazzi più grandi, che avesse soprattutto una funzione didattica.
Una bella impaginazione può invogliare ad aprire un libro, ma quando insegni ti accorgi che la sua qualità dipende anche dalla facilità con cui uno studente riesce a orientarsi.
Quante schede comprendono i primi due volumi e quali argomenti affrontano?
L’Atlante di fisica comprende 118 schede, mentre quello di chimica ne raccoglie 120.
In fisica ho cercato di organizzare i principali concetti, le grandezze, le unità di misura e le formule, accompagnandoli con spiegazioni ed esempi. In chimica trovano spazio, fra gli altri argomenti, la tavola periodica, la nomenclatura, i legami chimici, le reazioni e i procedimenti di calcolo.
L’aspetto sul quale ho insistito è la comprensione dei simboli. Spesso uno studente ricorda una formula quasi a memoria, ma quando deve utilizzarla si accorge di avere qualche incertezza sul significato delle lettere.
Ecco, a me interessa che possa ritrovare anche quella spiegazione, perché conoscere una formula significa soprattutto sapere che cosa esprime e quando può essere applicata.
Parliamo spesso di strumenti per ragazzi con difficoltà di apprendimento. Eppure questi Atlanti sembrano rivolgersi a un pubblico più ampio.
Infatti. La mia esperienza con studenti con DSA, ADHD e altri bisogni educativi mi ha insegnato a curare particolarmente la chiarezza delle spiegazioni, ma questo tipo di attenzione può essere utile a chiunque.
Penso, per esempio, ai genitori. Capita spesso che un ragazzo chieda aiuto su un argomento che mamma o papà hanno studiato vent’anni prima. Magari ricordano il concetto generale, ma hanno bisogno di recuperare una regola oppure di verificare un procedimento.
Lo stesso vale per noi tutor, che seguiamo programmi differenti e abbiamo continuamente bisogno di consultare materiali.
Mi piace immaginare l’Atlante come un libro che possa stare sulla scrivania di uno studente, ma anche su quella di un insegnante o di un genitore. Ciascuno lo utilizzerà secondo le proprie necessità.
C’è anche un aspetto educativo interessante. Avere la regola a disposizione potrebbe aiutare i ragazzi a diventare più autonomi?
È proprio quello che mi auguro.
Quando uno studente si blocca, la sua prima reazione è spesso chiedere aiuto. E naturalmente l’aiuto è importante, soprattutto quando sta imparando qualcosa di nuovo.
Però mi interessa insegnargli anche a cercare da solo le informazioni, a riconoscere ciò che gli manca e a capire come recuperarlo.
Se riesce a individuare la scheda corretta, leggere una formula e riprendere l’esercizio, sta già compiendo un piccolo passo verso l’autonomia.
Con alcuni ragazzi questo passaggio richiede tempo, pazienza e strategie differenti, ma è una delle soddisfazioni maggiori del mio lavoro.
I volumi sono disponibili anche in versione digitale. È possibile vedere come sono fatte le schede prima di acquistare il libro?
Sì, i libri sono presenti su Amazon anche in formato eBook Kindle, oltre che cartaceo. Selezionando l’edizione digitale, è possibile utilizzare la funzione di lettura dell’estratto, quando disponibile, e osservare alcune pagine del volume, comprese le schede illustrate presenti nell’anteprima.
Credo sia utile poter vedere direttamente come è organizzato il materiale, soprattutto perché in un prontuario di questo genere l’impaginazione costituisce una parte importante del metodo.
L’edizione digitale, inoltre, permette di consultare il libro attraverso l’app Kindle su dispositivi compatibili. È una possibilità che si aggiunge alla versione cartacea, secondo le abitudini di studio di ciascuno.
Hai già annunciato che arriveranno anche matematica e geometria. Seguiranno la stessa impostazione?
Sì, sono i prossimi volumi ai quali sto lavorando.
La matematica si presta particolarmente bene a un repertorio di regole e procedimenti da richiamare rapidamente. Penso alle frazioni, alle potenze, alle equazioni, alle proprietà delle operazioni e a tanti passaggi che gli studenti incontrano negli anni.
Per la geometria vorrei valorizzare soprattutto il rapporto fra figure e formule, in modo che il lettore possa riconoscere una figura, individuarne le proprietà e recuperare il procedimento necessario.
L’intenzione è mantenere una struttura comune, affinché chi utilizza un Atlante ritrovi negli altri la stessa organizzazione.
Che cosa ti ha insegnato, in definitiva, questa esperienza editoriale, nata quasi come una prosecuzione del tuo lavoro di tutor?
Mi ha confermato quanto sia importante osservare le difficoltà concrete degli studenti.
A volte prepariamo spiegazioni molto articolate e poi scopriamo che un ragazzo si è perso in un passaggio apparentemente elementare. È proprio lì che bisogna fermarsi e capire come aiutarlo.
Mi succede ancora di modificare una spiegazione dopo aver visto la reazione di uno studente. Una parola diversa, un esempio più semplice oppure uno schema possono cambiare il modo in cui viene compreso un concetto.
Credo che i libri debbano nascere anche da questa attenzione.
Del resto, il lavoro di un tutor consiste soprattutto nell’accompagnare qualcuno fino al momento in cui riesce a procedere con le proprie capacità.
Se questi Atlanti aiuteranno un ragazzo a ritrovare una regola e a riprendere da solo il proprio esercizio, avranno assolto alla funzione per cui li ho pensati.
Atlante Impara Smart – Fisica e Atlante Impara Smart – Chimica sono disponibili su Amazon. Le schede dei volumi e le relative edizioni si possono consultare ai seguenti collegamenti.
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