On. Ida Carmina (M5S): «La procura azzera la “Corte dei Miracoli” tra Caltanissetta e Agrigento del CEFPAS: da ente di eccellenza sanitaria a bancomat e stipendificio per amici e parenti dei politici a scapito della buona sanità»
Il cahier de doléances della Sicilia continua ad allungarsi.
Anche oggi ci siamo svegliati con un nuovo terremoto giudiziario che coinvolge il CEFPAS di Caltanissetta, ente di alta formazione sanitaria, per il quale sono state richieste otto misure cautelari nei confronti di un deputato regionale di Agrigento in carica, Riccardo Gallo, del direttore del Centro, Roberto Sanfilippo, e di alcuni dirigenti dell’ente nisseno e dell’attuale direttore generale dell’ASP di Agrigento, Giuseppe Capodieci.
Da troppi anni il CEFPAS è nell’occhio del ciclone per le pesantissime ingerenze della politica, in particolare di esponenti del centrodestra siciliano, che avrebbero trasformato un’eccellenza della sanità regionale nel proprio giardino di casa, snaturandone la missione istituzionale.
Più volte ho denunciato, attraverso interrogazioni parlamentari, interventi pubblici e note stampa, l’esistenza di una sorta di “mondo di mezzo” in cui trasparenza, merito e legalità sembravano essere diventati carta straccia. Oggi, a distanza di tempo, l’operazione della magistratura sembra mettere un primo punto fermo su un sistema di potere che dagli atti di inchiesta appare onnivoro, familistico e, per certi aspetti, medievale.
Fermo restando il principio della presunzione di innocenza, colpisce quanto emerge dagli atti dell’inchiesta.
Dall’ordinanza si delineerebbe il ruolo centrale esercitato dal deputato regionale agrigentino in carica, Riccardo Gallo, descritto come una sorta di “rais” del CEFPAS, capace di orientarne le scelte e le decisioni con la compiacenza di una dirigenza che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata totalmente assoggettata alla sua volontà.
Negli ultimi anni il CEFPAS ha gestito milioni di euro provenienti dal PNRR, dal Piano sanitario nazionale, dai fondi regionali e da altri programmi pubblici destinati a migliorare i servizi per i cittadini siciliani.
Eppure, secondo il quadro che emerge dalle indagini, quelle risorse sarebbero state utilizzate per alimentare una sorta di “parlamento ombra”, funzionale a gestire appalti, a collocare amici, parenti, autisti, portaborse e fedelissimi, mortificando il merito e penalizzando tanti giovani siciliani qualificati che non appartengono a nessuna corrente politica o non hanno “padrini”.
Così, grazie al centrodestra, ancora una volta la sanità siciliana appare all’esterno come un bancomat della politica, terreno di clientele, favoritismi, incarichi, consulenze e gestione del consenso, mentre migliaia di giovani siciliani, spesso plurilaureati e altamente qualificati, sono costretti a lasciare la propria terra per cercare lavoro, opportunità e dignità professionale altrove.
Il CEFPAS va commissariato immediatamente.
E il presidente Schifani non può continuare a far finta di nulla. La politica del “non vedo, non sento, non parlo” non regge più. Siamo di fronte a un governo regionale ormai delegittimato da una sequenza di scandali che si susseguono con inquietante regolarità. Sarebbe dignitoso che se ne andassero a casa e dessero ai siciliani la possibilità di tornare al voto.
Ritengo inoltre doveroso che sia revocato o sospeso l’incarico al direttore generale dell’ASP di Agrigento, Giuseppe Capodieci, fino al pieno chiarimento della sua posizione.
Annuncio fin da ora la presentazione di un’interrogazione parlamentare per verificare la regolarità delle procedure relative ai bandi per appalti, al conferimento di incarichi o contratti di lavoro, o ad altro su cui possa gravare il sospetto che siano finalizzati a ottenere vantaggi illeciti. In particolare, di quelli indicati nell’ordinanza di richiesta di custodia, in cui si ipotizza il mercimonio di incarichi pubblici.
Purtroppo non si tratta di uno scandalo o di un caso isolato. È il sintomo di una sanità sempre più esposta alle interferenze della politica e agli interessi di chi utilizza le istituzioni pubbliche per finalità di consenso e tornaconto personale. Ed è un sistema diffuso che vede molti politici di vertice del centrodestra, della maggioranza o del Governo Meloni, coinvolti in gravi scandali o vicende giudiziarie.
Sono sempre più convinta che i cittadini siciliani sapranno liberarsi di questi sistemi di potere che inquinano la vita pubblica e compromettono la qualità dei servizi.
Ringrazio la Procura di Caltanissetta e lo SCO di Roma per il lavoro svolto e per la brillante operazione che ha consentito di fare luce su una vicenda che merita piena trasparenza e rigoroso accertamento delle responsabilità.
Continueremo a seguire questa vicenda e a sostenere ogni iniziativa utile a fare pulizia, eliminando quelle incrostazioni di potere che offendono i siciliani onesti e compromettono il buon funzionamento delle istituzioni.
Di certo è necessario e urgente un cambiamento.
Per Agrigento, l’occasione sarà il ballottaggio del 7 e 8 giugno, che gli agrigentini potranno cogliere votando Michele Sodano sindaco di Agrigento.