
Il Foyer del Teatro Pirandello di Agrigento ospita, dall’11 al 19 aprile, la mostra personale dell’artista Iren V Mani (Iryna White), un evento o organizzato dall’UTe di Cianciana con la preziosa collaborazione dell’associazione culturale Akademia Kultura y Linea Siciliana. Si ringrazia il Comune di Agrigento per la concessione del gratuito patrocinio.
Iren V Mani, è un’artista poliedrica che esplora attraverso le sue opere linguaggi visivi contemporanei, caratterizzati da una profonda sensibilità estetica e una costante ricerca espressiva, il cui percorso creativo si distingue per la capacità di coniugare suggestioni diverse, dando vita a un universo figurativo in cui il colore e la forma si fondono per trasmettere emozioni intense e riflessioni sul vissuto. Una ricerca artistica che si evolve costantemente, rendendola una figura di rilievo nel panorama culturale attuale.
Nata in Ucraina, ha vissuto nel Regno Unito all’età di 22 anni e, negli ultimi quattro anni e mezzo, a Cianciana, in Sicilia.
Le sue opere nascono come tentativo di tradurre in immagini ciò che sfugge alla parola, configurandosi come frammenti visivi di un mondo interiore che interroga l’umanità, la cultura e la memoria. Attraverso una cifra stilistica distintiva, Iren V Mani cela volti e corpi dietro complessi ornamenti, suggerendo come la personalità sia spesso nascosta da stratificazioni di storia, simboli ed emozioni.
La tecnica adottata rivela una profonda matericità. Lavora con colori acrilici, intonaci e patala, impiegando una lavorazione a punti 3D che conferisce tridimensionalità all’ornamento, e ogni elemento ha una valenza simbolica precisa, dove l’intonaco rappresenta la carne, la patala la luce e l’ornamento si fa voce.
Il suo stile trae ispirazione dalla ricchezza decorativa siculo-araba, coniugandola sapientemente con la filosofia asiatica e la ricerca del vuoto contemplativo, in una fusione culturale che diviene il mezzo per esplorare i temi dell’identità e del dialogo interiore.
Il suo lavoro si manifesta in opere come Arenarie della Memoria, dove un volto diventa mappa del mondo interiore, Silenzio d’Oro, che vede la figura dissolversi in motivi orientali, e Immagine Nascosta, in cui l’ornamento funge da maschera e lo sguardo da chiave. Creazioni che non offrono una narrazione lineare, ma invitano lo spettatore a sostare in uno spazio meditativo, in cui l’immagine si trasforma in una domanda aperta sul senso universale del sé.


