ROMA, 27 ott. – “Il Ministero della giustizia la scorsa estate ha indetto una procedura di progressione tra le aree per il passaggio di 1.500 unità dall’area degli assistenti all’area dei funzionari, puntando alla valorizzazione professionale del personale interno. Purtroppo però l’articolo 2 del bando richiedeva, come requisito, tra gli altri, un’anzianità di servizio di almeno cinque anni nell’area degli assistenti maturata entro il termine di presentazione della domanda. Questa previsione ha determinato l’esclusione di numerosi cancellieri esperti, che, pur assunti a seguito del medesimo concorso pubblico bandito nel 2020, avrebbero maturato il requisito soltanto pochi giorni o poche settimane dopo la scadenza del termine, atteso che l’immissione in servizio non è stata contestuale in tutti gli uffici giudiziari. Rispondendo a una mia interrogazione che ha evidenziato il problema, oggi il vice ministro Sisto ha comunicato l’impegno del ministero a svolgere entro il 2027 un’ulteriore procedura di progressione per sanare al più presto la situazione. Questa è di certo una notizia positiva, tuttavia non è stato chiarito dal Governo quali saranno i requisiti richiesti e se ce ne saranno di nuovi. In ogni caso rilevo che rimane una evidente disparità di trattamento ormai consumata che sta penalizzando quei cancellieri esperti che non hanno fatto ricorso avverso il bando. Parliamo di personale molto qualificato, lavoratori e lavoratrici che con impegno, dedizione e competenza nell’ombra portano avanti la macchina della Giustizia e che sono un pilastro fondamentale del sistema. Sappiamo tutti che senza cancellieri esperti l’udienza non si celebra. E’ doveroso, quindi, valorizzare, gratificare economicamente e agevolare nella progressione di carriera queste preziosissime risorse umane, tanto più che scontano il trattamento economico più basso rispetto a tutti gli altri dipendenti della medesima area nel comparto funzioni centrali”.
Lo afferma la deputata Valentina D’Orso, capogruppo M5S in commissione Giustizia.