“Solidarietà ai dirigenti scolastici, non sono ingegneri strutturisti. La politica faccia la sua parte”
Palermo, 26 ottobre 2026 – “Dopo il terremoto dei giorni scorsi e la conseguente chiusura cautelativa delle scuole disposta, è inaccettabile che il sindaco Lagalla e la Città Metropolitana pretendano di scaricare sui dirigenti scolastici la verifica strutturale degli edifici. I presidi non sono ingegneri strutturisti né tecnici edili: chiedere loro di accertare ‘nuove lesioni, fessurazioni o distacchi su murature, solai, pilastri e travi’ significa esporli a gravissime responsabilità penali e civili e, soprattutto, mettere a rischio la sicurezza di studenti e personale scolastico.”
Lo dichiara l’onorevole Valentina Chinnici, deputata all’ARS e vice segretaria regionale del Partito Democratico, esprimendo piena solidarietà ai dirigenti scolastici.
“La manutenzione e la garanzia della sicurezza strutturale degli edifici scolastici spettano per legge agli enti locali proprietari degli immobili – sottolinea Chinnici –. Le semplici osservazioni visive non equivalgono a una verifica di vulnerabilità sismica, che richiede prove specifiche e strumentali eseguite da professionisti qualificati. È paradossale che la stessa Ordinanza del sindaco affidi alla Protezione Civile comunale il compito di effettuare ‘mediante personale competente e in condizioni di sicurezza, le opportune verifiche sugli edifici’ e poi si pretenda di trasferire lo stesso onere sui presidi con una ‘verifica in via cautelativa e prudenziale’.”
“I dirigenti scolastici hanno gestito egregiamente l’emergenza insieme a tutto il personale docente e ATA e hanno fatto tutto quanto previsto dalle norme di loro competenza. Adesso tocca agli altri: al Comune, alla Città Metropolitana e alla Protezione Civile inviare squadre di tecnici abilitati in tutti i plessi scolastici del territorio, affinché certifichino formalmente l’assenza di danni e l’agibilità per la riapertura.”
“Chiedo pertanto il ritiro immediato delle richieste di trasmissione degli ‘esiti’ delle verifiche visive a carico dei dirigenti scolastici – conclude Chinnici –. La sicurezza delle nostre scuole non si fa con i moduli e le autocertificazioni, ma con sopralluoghi tecnici veri e con la assunzione di responsabilità da parte di chi ne ha la competenza e il dovere per legge. La politica faccia la sua parte.”