Palermo, 26/06/2026 “Le amministrazioni Lagalla e Meloni hanno avuto quasi quattro anni per risolvere il problema, ma non lo hanno ancora fatto e ora le fermate Porto e Politeama dell’anello ferroviario di Palermo, benché ormai praticamente pronte, rischiano di non poter essere consegnate alla cittadinanza”.
A lanciare l’allarme è il deputato del M5S all’Ars Adriano Varrica, che denuncia il mancato trasferimento dell’opera dal Comune a RFI, cosa che rischia di rinviare alle calende greche i tempi di consegna delle due fermate.
“Da anni – spiega Varrica – è noto il problema relativo alla definizione dell’anello ferroviario come infrastruttura ferroviaria nazionale, che eravamo riusciti a portare verso una soluzione col Governo Conte anche grazie a un mio atto parlamentare del 2020, durante la precedente legislatura, che stimolò una serie di riunioni tra Comune, Ministero e RFI. Eppure l’Amministrazione Lagalla e il Governo Meloni se la sono presa così comoda che, ad oggi, la situazione non è ancora risolta”.
“L’evidenza di questa criticità ancora esistente – continua Varrica – è testimoniata dal fatto che, a più riprese, in ultimo lo scorso aprile, sono stati presentati emendamenti al Parlamento nazionale da parlamentari di maggioranza per consentire questo passaggio dal Comune di Palermo a RFI. La cosa incredibile è che lo stesso Governo sembra abbia dato parere contrario perché la scrittura del testo, che sicuramente proveniva da qualche ministero, non garantiva la copertura finanziaria. In un altro caso sembra che il Senato abbia bocciato la norma. Insomma, un disastro tutto in salsa centrodestra, con Lagalla che, come d’abitudine, non muove un dito se non per le finte inaugurazioni di cose che non ha fatto, e il centrodestra a Roma, a trazione Meloni, che non sembra ad oggi in grado di scrivere una norma per sbloccare la situazione. Si faccia chiarezza”.
“Di certo – conclude Varrica – Lagalla e il centrodestra saranno pronti ad esultare in pompa magna all’inaugurazione, meglio se a ridosso delle elezioni, per un’infrastruttura importante per la cui realizzazione non hanno alcun merito. Ricordo infatti che fu sotto il Governo Conte che si riuscì a sbloccare l’appalto col transito dalla Technis alla D’Agostino, che da allora ha portato avanti i lavori”.