Palermo 24 giugno 2026 – “I dettagli agghiaccianti emersi nelle ultime ore sulla discarica di Timpazzo, dipinta dagli inquirenti come una vera e propria ‘Terra dei Fuochi’ con rifiuti non trattati e roghi tossici occultati sotto la sabbia persino durante i controlli dell’Arpa, confermano la totale implosione del sistema. La revoca immediata dei vertici societari da parte dell’assemblea dei sindaci è l’ennesimo atto d’accusa contro una gestione indifendibile, ma il vero nodo resta politico e strutturale”.
Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Sicilia, Nuccio Di Paola, tracciando un parallelo tra il disastro di Gela e le linee programmatiche del governo regionale sui termovalorizzatori.
“La verità – incalza Di Paola – è che la discarica di Timpazzo non avrebbe mai potuto funzionare, perché in pochissimo tempo è stata trasformata nel centro nevralgico dei rifiuti siciliani. Vi conferivano quasi tutti i comuni dell’isola, calpestando deliberatamente il principio di prossimità, secondo cui i rifiuti dovrebbero muoversi il meno possibile dal luogo in cui vengono prodotti. Il governo Schifani ha preferito centralizzare tutto per coprire le proprie inefficienze, e con il piano degli inceneritori si appresta a ripetere esattamente lo stesso identico errore”.
Secondo l’esponente del M5S, il modello dei termovalorizzatori voluto dal presidente della Regione è speculare e fallimentare tanto quanto quello che ha portato al collasso di Timpazzo. L’intenzione della governance è infatti quella di creare due grandi poli su cui concentrare enormi quantità di rifiuti provenienti da tutti i comuni siciliani, costringendo i territori a subire l’ennesimo accentramento in spregio alla salute pubblica e alla corretta pianificazione.
“I mega-impianti centralizzati – sottolinea ancora Di Paola – replicheranno le stesse identiche storture, il caos gestionale e i costi esorbitanti legati ai trasporti, che alla fine peseranno sulle tasche dei cittadini. Questa vicenda dimostra che le vecchie logiche di governo hanno fallito su tutta la linea. Il modello che portiamo avanti noi, fondato su una gestione pubblica diffusa e trasparente, sulla legalità e sulla vera economia circolare a chilometro zero, è l’unico in grado di superare questi problemi strutturali e liberare la Sicilia dalla perenne emergenza” – conclude il vice presidente dell’ARS.