
Il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, è intervenuto mercoledì su una questione diplomatica che sta sollevando non poche polemiche tra Washington e la Santa Sede. Al centro del dibattito ci sono le presunte pressioni esercitate da alti funzionari del Pentagono nei confronti del Cardinale Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, e secondo alcune ricostruzioni, l’atteggiamento dei funzionari americani avrebbe portato alla cancellazione di una visita ufficiale di Papa Leone XIV.
La vicenda è emersa inizialmente attraverso un rapporto di The Free Press, secondo cui, durante un incontro avvenuto a gennaio, sarebbe stato intimato al Vaticano di allinearsi alle strategie militari dell’amministrazione Trump. Vance, interpellato sulla questione mentre si trovava in Ungheria, ha mantenuto un profilo prudente ma risoluto, dichiarando di voler approfondire personalmente i fatti prima di trarre conclusioni definitive.
Il Vicepresidente ha espresso la volontà di parlare direttamente con il Cardinale Pierre e con i membri dell’amministrazione coinvolti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, e pur ribadendo che commentare indiscrezioni non confermate sia sempre un errore, ha assicurato che verrà fatta luce su quanto successo per fare in modo che la verità emerga chiaramente.
Dal canto suo, il Dipartimento della Difesa ha risposto con fermezza alle accuse tramite un portavoce, definendo la ricostruzione dei media come altamente esagerata e distorta, sostenendo che il colloquio con i rappresentanti della Santa Sede sia stato in realtà rispettoso e improntato alla ragionevolezza.
Nonostante le smentite ufficiali, che sottolineano il massimo rispetto e il desiderio di proseguire un dialogo costruttivo con il Vaticano, il caso rimane aperto. Resta da vedere se il chiarimento auspicato da Vance riuscirà a ricucire lo strappo diplomatico e a ripristinare il clima di collaborazione tra le due potenze.