“L’amico onorevole Ismaele La Vardera forse non conosce a fondo la Valle del Belìce e, in particolare, i territori che ha visitato sabato scorso. Questa è una zona dove la politica è stata presente, attenta e operosa, dove negli anni sono state portate risorse concrete e dove quotidianamente si raccolgono le istanze dei cittadini. Prima di lanciare giudizi sommari o considerazioni prive di fondamento, sarebbe stato opportuno informarsi meglio, ascoltare tutte le parti e non limitarsi a una visita fugace o a dichiarazioni di parte. Le polemiche costruite su percezioni parziali o su mala fede non rendono giustizia a una comunità che lavora, che cresce e che ha beneficiato di interventi significativi grazie all’impegno delle istituzioni regionali e nazionali”.
Lo scrive in una nota la deputata di Forza Italia all’Ars e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, replicando alle recenti dichiarazioni del deputato e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, e del sindaco di Santa Margherita di Belice, Gaspare Viola, durante un incontro nella città del Gattopardo.
“Ritengo doveroso – afferma La Rocca Ruvolo – intervenire per ristabilire la verità dei fatti e difendere la dignità di un territorio che non può essere descritto con superficialità o pregiudizio. Non si può sparare a zero sulla politica in generale. La politica è fatta di persone, e in ogni schieramento ci sono uomini e donne perbene che si impegnano con serietà, così come purtroppo esistono anche esempi negativi, le mele marce, e chissà quante ne potrà imbarcare La Vardera nella sua lista. Fare politica solo con attacchi e urla non serve a nessuno: le semplificazioni e le accuse generalizzate non aiutano i cittadini né contribuiscono a costruire soluzioni. Anzi, questo modo di fare finisce per ammazzare la buona politica e aiutare la mala politica, alimentando sfiducia e rassegnazione. Chi sceglie di distruggere tutto con la protesta fine a sé stessa, senza proporre nulla, non costruisce futuro ma lascia spazio a chi della politica fa solo un uso opportunistico. La Valle del Belìce non è un territorio abbandonato, ma una terra viva, che ha conosciuto difficoltà e rinascite, e che può contare su una classe dirigente impegnata e presente”.
“Il sindaco Gaspare Viola con l’adesione a Controcorrente – ha aggiunto la parlamentare – ha risposto finalmente a una domanda che si ponevano i cittadini da tempo: con chi sta il primo cittadino? Certamente non sta con me. Ritengo tuttavia necessario chiarire alcuni punti. Il sindaco rappresenta la massima istituzione della comunità margheritese e, pertanto, è lui stesso chiamato a dare risposte ai cittadini. Quando afferma di non ricevere risposte dalle istituzioni, dovrebbe innanzitutto rispondere lui stesso su come sono state gestite le risorse già assegnate al Comune di Santa Margherita di Belice.
Negli ultimi tre anni, grazie a emendamenti presentati in sede di finanziaria regionale, sono state destinate al Comune somme importanti. È legittimo chiedere che fine abbiano fatto: il milione e duecentomila euro stanziato per i danni causati dalla tromba d’aria del settembre 2022, dei quali solo 600 mila risultano spesi, mentre il resto è tornato indietro; i 395 mila euro destinati alla strada Covello, da oltre due anni e oggi non percorribile; i 50 mila euro assegnati per l’adeguamento degli spogliatoi del campo sportivo, necessari per renderlo pienamente utilizzabile; i 100 mila euro per mettere in sicurezza la rotonda della contrada Cannitello, i 50 mila euro per l’ecografo acquistato per la Casa della Salute, strumento fondamentale per migliorare i servizi sanitari locali; gli 80 mila euro per illuminare la parte al buio di via Cannitello; i 100 mila euro destinati alla viabilità cittadina, anche se ancora oggi Santa Margherita è piena di buche e strade dissestate.
Tutti questi finanziamenti – prosegue La Rocca Ruvolo – sono arrivati grazie al lavoro di un deputato di Forza Italia, espressione del centrodestra, che ha cercato in ogni modo di rispondere alle esigenze dei cittadini. È doveroso chiedersi se il sindaco Viola abbia compreso o almeno intuito la provenienza di queste risorse e il valore politico e istituzionale di chi si è impegnato per ottenerle. O davvero si pensa di chiamarle ‘mancette’.
Un’ultima riflessione riguarda la questione dell’acqua pubblica. Il sindaco Viola parla di gestione pubblica, ma dimentica di gestire in autonomia la risorsa idrica comunale. È consapevole di essere la massima autorità locale chiamata a garantire il corretto funzionamento del servizio idrico o preferisce continuare a cercare responsabili altrove per nascondere, ancora una volta, la sua incapacità amministrativa?
È giunto il momento – conclude La Rocca Ruvolo – di prendere le distanze da un’amministrazione che ha dimostrato limiti evidenti e di pensare seriamente al futuro di Santa Margherita di Belìce. È arrivato il momento di ricostruire ciò che in questi quattro anni è stato distrutto, di rimettere insieme una comunità che merita rispetto, visione e concretezza. Serve la disponibilità di chi vuole mettersi in gioco pensando a Santa Margherita con serietà e passione, serve recuperare la fiducia dei cittadini e lavorare a testa bassa per recuperare ciò che è stato disperso”.